
L’annosa questione della prevalenza della sostanza sulla forma nel diritto tributario, specialmente in ambito eurounionale, trova una nuova e vigorosa affermazione in una recente pronuncia di legittimità. Il tema, delicatissimo, riguarda i rapporti infragruppo transfrontalieri e il regime di esenzione da ritenuta sugli interessi corrisposti a consociate europee, disciplinato dalla Direttiva n. 2003/49/CE e recepito nel nostro ordinamento dall’art. 26-quater del D.P.R. n. 600/1973. Troppo spesso l’Amministrazione finanziaria, trincerandosi dietro il dato formale o l’effetto preclusivo degli istituti deflativi, nega diritti sostanziali garantiti dall’ordinamento comunitario. È qui che l’intervento dei giudici di legittimità diviene essenziale per ristabilire l’ordine delle priorità: il rispetto delle procedure interne non può svuotare di contenuto il diritto del contribuente estero che abbia effettivamente sopportato il carico impositivo.

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