
Di fronte alle novità normative che promettono “scudi” o limitazioni di responsabilità, la tentazione di estenderne l’efficacia anche alle pendenze pregresse è, comprensibilmente, irresistibile per le difese. Tuttavia, quando la posta in gioco è la tutela del ceto creditorio in ambito fallimentare, la giurisprudenza di legittimità erige barriere difficilmente valicabili.
Con la recente sentenza n. 1390 depositata il 22 gennaio 2026, la Corte di Cassazione ha posto un punto fermo - e per certi versi doloroso per i professionisti coinvolti in vecchi contenziosi - sull’applicabilità temporale della riforma dell’art. 2407 c.c. introdotta dalla Legge n. 35/2025.
Il verdetto è netto: il meccanismo che parametra il risarcimento del danno a un multiplo del compenso del sindaco non è un “salvacondotto” retroattivo. Chi ha sbagliato in passato, paga secondo le regole del passato, ossia, potenzialmente, per l’intero.

Errore di accesso al sistema, riprova tra qualche minuto
Prova nuovamente ad eseguire l'accessoATTENZIONE: 10 tentativi rimasti prima di bloccare l'account.
Se non ricordi la password clicca qui
Operazione riuscita correttamente
Si è verificato un errore, riprova più tardi
Funzionalità non abilitata per utenti Demo
La funzione di ricerca è disponibile solo per gli utenti abbonati