Il principio secondo cui la Pubblica Amministrazione (PA) non può richiedere ai cittadini o ai contribuenti documenti e informazioni già in suo possesso rappresenta, da tempo, quello che dovrebbe essere un valore importante della semplificazione amministrativa e un baluardo a tutela del cittadino. Nonostante decenni di interventi legislativi e una consolidata giurisprudenza, la persistenza di prassi difformi da tale principio continua a generare contenziosi e a gravare inutilmente sui contribuenti e sui professionisti. La recente ordinanza della Corte di Cassazione n. 16700/2025, depositata il 23 giugno, offre un’ulteriore chiara riaffermazione di questo fondamentale divieto, fornendo spunti critici e operativi di rilevante importanza.
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