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IVA

L’Approfondimento: Separazione attività ai fini IVA e “nuovi” codici ATECO 2025

Separazione delle attività, obbligatoria o facoltativa: un caso pratico sull’incidenza sul diritto alla detrazione dell’IVA

di Stefano Setti | 2 Aprile 2026
L’Approfondimento: Separazione attività ai fini IVA e “nuovi” codici ATECO 2025

Il soggetto passivo che svolge più attività, in linea generale, applica l’IVA in modo unitario, considerando congiuntamente tutte le operazioni ai fini del volume d’affari complessivo, come previsto dall’art. 36, comma 1, del D.P.R. n. 633/1972.
L’unitarietà riguarda non solo il volume d’affari, ma anche gli adempimenti IVA (liquidazioni, versamenti, dichiarazione) e la contabilità, che restano unici per tutte le attività esercitate.
Tuttavia, è possibile - nei casi previsti - adottare la separazione delle attività, obbligatoria o facoltativa. Tale scelta incide principalmente sul diritto alla detrazione dell’IVA (art. 19 ss. del D.P.R. n. 633/1972). In particolare, la separazione facoltativa consente di evitare gli effetti penalizzanti del pro-rata generale, permettendo di determinare la detrazione in modo distinto per ciascuna attività.

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Sintesi elaborata da MySolution IA:
La separazione delle attività ai fini IVA può essere obbligatoria o facoltativa. È necessaria per alcune attività specifiche e richiede una contabilità separata, influenzando la detrazione dell'imposta. La scelta può essere conveniente per limitare gli effetti negativi del pro-rata generale di detrazione.