Notizie del 24 settembre 2020



NEWS - VIGILANZA SUL LAVORO

Le procedure INL da effettuare attraverso strumenti di comunicazione da remoto


L’Ispettorato Nazionale del Lavoro - con Decreto Direttoriale del 22 settembre 2020, prot. n. 56 - ha indicato le procedure, ex art. 12-bis, comma 2, D.L. n. 76/2020 (convertito, con modificazioni, dalla legge n. 120/2020), da effettuare attraverso strumenti di comunicazione da remoto.

Nel dettaglio:

  • attività conciliativa ai sensi dell’art. 410 c.p.c., degli artt. 11 e 12 del D.Lgs. n. 124/2004;
  • audizioni ai sensi dell’art. 18 della L. n. 689/1981;
  • attività certificativa ai sensi degli artt. 75 e ss. del D.Lgs. n. 276/2003;
  • istruttoria rinnovo contratti a tempo determinato ai sensi dell’art. 19, comma 3, D.Lgs. n. 81/2015;
  • audizioni nell’ambito dell’attività di vigilanza ad esclusione degli accertamenti concernenti profili di rilevanza penale.

Alle elencate procedure, si devono aggiungere le istruttorie finalizzate al rilascio delle convalide di:

  • dimissioni della lavoratrice in gravidanza
  • dimissioni per causa di matrimonio.   




NEWS - SMART WORKING

Lavoro agile in caso di figli in quarantena per contatti scolastici: la FAQ del MLPS


Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - con una FAQ pubblicata in data 22 settembre 2020 - ha fornito alcuni chiarimenti in merito al ricorso al lavoro agile per il lavoratore dipendente, il cui figlio minore di 14 anni è sottoposto a quarantena.

Di seguito, la domanda e la risposta fornita dal MLPS.

Lo svolgimento della prestazione lavorativa in modalità agile per i genitori lavoratori dipendenti il cui figlio convivente, minore di anni quattordici, è stato sottoposto a quarantena, può essere comunicata con la procedura "semplificata"?
Si, la comunicazione "semplificata" può essere utilizzata sino alla data del 15 ottobre 2020, fine del periodo emergenziale, salvo poi dover procedere alla comunicazione "standard" per tutte le comunicazioni successive a tale data.
Pertanto, sia le nuove attivazioni, sia le prosecuzioni dello svolgimento della modalità agile oltre la data del 15 ottobre 2020 dovranno essere eseguite con le modalità e i termini previsti dagli articoli da 18 a 23 della Legge 22 maggio 2017, n. 81.




NEWS - INPS, DENUNCE E COMUNICAZIONI

Visite mediche di controllo domiciliare e comunicazione della variazione dell’indirizzo di reperibilità


L'INPS - con Circolare del 23 settembre 2020, n. 106 - ha comunicato che è disponibile, mediante il portale web dell’Istituto, un nuovo servizio (“Sportello al cittadino per le VMC”) ad uso del cittadino lavoratore, per la comunicazione del cambio di indirizzo di reperibilità durante l’evento di malattia comune, ai fini della possibile disposizione della visita medica di controllo domiciliare.

Tale servizio consente, attraverso la navigazione fra diverse funzioni, di seguito illustrate, la comunicazione e la gestione, nell’ambito di un evento di malattia, di una diversa reperibilità, rispetto a quella comunicata precedentemente con il certificato di malattia in corso di prognosi o anche con altra comunicazione.

Nel dettaglio, la funzione “Indirizzo reperibilità ai fini delle visite mediche di controllo” permette la comunicazione di un nuovo indirizzo di reperibilità per un’eventuale visita di controllo domiciliare. Per uno stesso certificato di malattia il cittadino può comunicare più reperibilità successive.

Al riguardo, viene precisato che:

  • ogni nuova reperibilità comunicata, nell’ambito dello stesso certificato di malattia in corso di validità, implica l’annullamento automatico dell’eventuale precedente reperibilità limitatamente al periodo di sovrapposizione tra i periodi delle due variazioni comunicate;
  • ogni reperibilità è storicizzata, onde evitare che si perda traccia degli indirizzi che possono essere stati utilizzati per eventuali visite mediche di controllo.

Il cittadino, dopo essersi autenticato, dispone di due differenti funzioni da esercitare, esclusivamente in riferimento ad un preciso certificato di malattia in corso di prognosi, mediante i seguenti campi:

  • Comunica indirizzo reperibilità, per indicare una nuova reperibilità che viene considerata utile a decorrere almeno dal giorno successivo a quello dell’avvenuta comunicazione;
  • Indirizzi comunicati, per consultare tutti i propri indirizzi di reperibilità comunicati all’Istituto.




NEWS - INPS, PRESTAZIONI

INPS: “incremento al milione” dal compimento del 18° anno di età nei confronti dei soggetti invalidi civili totali


L’INPS – con Circolare 23 settembre 2020, n. 107 - ha fornito alcune indicazioni e chiarimenti in merito all’attuazione dell’art. 15 , D.L. n. 104/2020, nella parte in cui, nel recepire la sentenza della Corte Costituzionale n. 152 del 23 giugno 2020 , estende ai soggetti invalidi civili totali o sordi o ciechi civili assoluti titolari di pensione o che siano titolari di pensione di inabilità, di età compresa tra i diciotto e i sessanta anni, i benefici ex art. 38, comma 4, legge n. 448/2001, finora spettanti ai soggetti con più di sessanta anni di età.

A decorrere dal 20 luglio 2020, agli invalidi civili totali, ciechi assoluti e sordi titolari di pensione di inabilità è riconosciuta d’ufficio una maggiorazione economica tale da garantire un reddito complessivo pari, per il 2020, ad € 651,51 per tredici mensilità.

Il diritto alla maggiorazione è riconosciuto a tutti i titolari di pensione di inabilità, in possesso dei requisiti stabiliti dalla legge, che hanno compiuto diciotto anni.

Per avere diritto al beneficio sono necessari i seguenti requisiti reddituali (importi 2020):

  • il beneficiario non coniugato deve possedere redditi propri non superiori ad € 8.469,63 (pari all’importo massimo moltiplicato per tredici mensilità);
  • il beneficiario coniugato (non effettivamente e legalmente separato) deve possedere:
    a) redditi propri di importo non superiore ad € 8.469,63;
    b) redditi cumulati con quello del coniuge di importo annuo non superiore ad € 14.447,42.

Se entrambi i coniugi hanno diritto all’incremento, questo concorre al calcolo reddituale.

Pertanto, nel caso in cui l’attribuzione del beneficio a uno dei due comporti il raggiungimento del limite di reddito cumulato, nulla è dovuto all’altro coniuge.

Se invece il limite non viene raggiunto, l’importo dell’aumento da corrispondere a un coniuge deve tener conto del reddito cumulato comprensivo dell’aumento già riconosciuto all’altro.




NEWS - EMERGENZA CORONAVIRUS, AGEVOLAZIONI

Indennità aggiuntiva per autonomi e collaboratori della “zona rossa”: attivo il servizio on line per la domanda


È attivo sul portale Inps il servizio online per richiedere l'indennità aggiuntiva Covid-19, prevista dall’art. 44-bis del D.L. 17 marzo 2020, n. 18 (decreto “Cura Italia”) in favore di alcune categorie di lavoratori autonomi e collaboratori coordinati e continuativi che, alla data del 23 febbraio 2020, svolgevano la propria attività lavorativa nei Comuni di Lombardia e Veneto (indicata come “zona rossa”) individuati dall’allegato 1 del D.P.C.M. 1 marzo 2020 o ivi residenti o domiciliati.

Lo ha reso noto l’Istituto previdenziale con un comunicato pubblicato sul proprio sito dove sono fornite tutte le indicazioni necessarie per l’accesso, la corretta compilazione della domanda e le funzioni per controllare lo stato e l’esito della stessa.

Si ricorda in proposito che le istruzioni per la presentazione della domanda sono state fornite dall'Inps con la Circolare n. 104 del 18 settembre 2020 , con cui sono stati altresì definiti i profili di compatibilità/incompatibilità/incumulabilità dell’indennità con le altre prestazioni previdenziali.

Si ricorda inoltre che:

  • tale indennità, aggiuntiva rispetto a quelle disposte con gli artt. 2728 del D.L. n. 18/2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 27/2020 , e con l’art. 84 del D.L. n. 34/2020 (decreto “Rilancio”) convertito, con modificazioni, dalla legge n. 77/2020 , è pari a 500 euro per un massimo di 3 mesi ed è parametrata in base all’effettivo periodo di sospensione dell’attività;
  • l’indennità aggiuntiva spetta: 
    • ai collaboratori coordinati e continuativi con rapporto attivo alla data del 23 febbraio 2020 e iscritti alla Gestione separata di cui all'art. 2, comma 26 , della legge n. 335/1995;
    • ai liberi professionisti, titolari di partita IVA attiva alla data del 23 febbraio 2020, compresi i partecipanti agli studi associati o società semplici con attività di lavoro autonomo di cui all’art. 53, comma 1, del Tuir, iscritti alla Gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, della legge n. 335/1995;
    • ai liberi professionisti iscritti alle Casse autonome professionali.
    • ai lavoratori che alla data del 23 febbraio 2020 erano in attività lavorativa e iscritti alle Gestioni speciali dei lavoratori autonomi artigiani, commercianti, coltivatori diretti, mezzadri e coloni, compresi gli imprenditori agricoli professionali iscritti alla gestione autonoma agricola, nonché i coadiuvanti e coadiutori artigiani, commercianti e lavoratori agricoli iscritti nelle rispettive gestioni autonome.

I comuni delle Regioni Lombardia e Veneto interessati, di cui all’allegato 1 del D.P.C.M. 1 marzo 2020 sono i seguenti:

Regione Lombardia:

  1. Bertonico;
  2. Casalpusterlengo;
  3. Castelgerundo;
  4. Castiglione D'Adda;
  5. Codogno;
  6. Fombio;
  7. Maleo;
  8. San Fiorano;
  9. Somaglia;
  10. Terranova dei Passerini.

Regione Veneto:

  1. Vo'.




NEWS - ISTAT

In GU il comunicato ISTAT con l’indice dei prezzi al consumo di agosto 2020


Nella Gazzetta Ufficiale del 23 settembre 2020, n. 236 è stato pubblicato il comunicato ISTAT, recante “Indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, relativi al mese di agosto 2020, che si pubblicano ai sensi dell'art. 81 della legge 27 luglio 1978, n. 392 (Disciplina delle locazioni di immobili urbani), ed ai sensi dell'art. 54 della legge del 27 dicembre 1997, n. 449 (Misure per la stabilizzazione della finanza pubblica)”.

Al riguardo, l’indice di agosto è pari a 102,5.




NEWS - INPS, CONTRIBUZIONE

I chiarimenti INPS sulle aziende assuntrici di manodopera agricola e la cd. contribuzione “convenzionale”


L’INPS – con Messaggio del 23 settembre 2020, n. 3407 – ha precisato che per i contribuenti che si avvalgono della sospensione obbligatoria, ex lege n. 27/2020 e n. 77/2020 , il versamento delle quote associative e dei contributi di assistenza contrattuale (CAC) e di malattia (MALA/FIMI), compresi quelli a carattere provinciale, che l’Istituto incassa per convenzione (di seguito contribuzione convenzionale) può essere effettuato soltanto alla ripresa degli obblighi di versamento della contribuzione obbligatoria, in quanto il versamento della contribuzione sia convenzionale che obbligatoria è effettuato con un unico versamento, utilizzando il medesimo codice tributo (LAS).

Inoltre, il versamento in un’unica soluzione dell’importo indicato nel prospetto riepilogativo dei contributi per il 3° trimestre 2019 (scadenza versamento 16 marzo 2020), in corrispondenza del codice tributo LAS, sarà considerato tempestivo se effettuato entro i termini indicati per la ripresa dei versamenti e, pertanto, le diverse quote di contribuzione convenzionale saranno riversate alle Associazioni destinatarie.

Analogamente, anche i versamenti effettuati in modalità rateale dell’intero importo, secondo le modalità previste per il versamento rateale, saranno considerati tempestivi, anche ai fini del riversamento della contribuzione convenzionale, se effettuati entro le scadenze previste.




NEWS - INPS, DENUNCE E COMUNICAZIONI

Fruizione di RdC ed evasione fiscale: chiarimenti INPS


L'INPS - con comunicato del 23 settembre 2020 - ha fornito alcuni chiarimenti in merito alla potenziale esistenza di 1.4 milioni di percettori del Reddito di Cittadinanza che sarebbero evasori fiscali.

Al riguardo, è stato ricordato che la fruizione di RdC è riconducibile al non superamento di soglie riferite a quattro dimensioni (reddito familiare, dichiarazione Isee, patrimonio mobiliare e patrimonio immobiliare) oltre che alla permanenza nel paese da più di 10 anni se cittadino straniero. Viceversa la condizione di povero nelle definizioni ISTAT/OECD è legata a livelli di consumo o reddito inferiori a standard definiti localmente (povertà assoluta) o a standard definiti in riferimento alla distribuzione dei consumi o reddito (povertà relativa).

Pertanto, le due platee sono difficilmente confrontabili, e dal loro confronto non possono dedursi conseguenze di tipo amministrativo.




NEWS - PROFESSIONI

Consulenti del lavoro: le linee guida per l’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione


L’Ispettorato Nazionale del Lavoro - con Nota 11 settembre 2020, prot. n. 2276 - ha fornito le indicazioni sulle modalità di svolgimento dell'Esame di Stato per l'abilitazione alla professione di Consulente del Lavoro per la sessione 2020 del 26 ottobre p.v.

La Nota affronta, nel dettaglio, le seguenti tematiche:

  • riunioni preliminari della Commissione,
  • regole anti Covid per le convocazioni dei candidati,
  • modalità di accesso ai locali,
  • misure per la pubblicità della seduta.

Le Commissioni predisporranno il set di domande avendo cura di formulare le medesime in numero e modalità tali da poter valutare al meglio la preparazione generale richiesta, assicurando adeguati tempi di esposizione e il necessario approfondimento delle materie che sarebbero state oggetto di prova scritta.

È preclusa la possibilità di far svolgere ai candidati esercitazioni scritte nel corso della prova orale.




NEWS - POLITICHE DEL LAVORO

Catalfo: “Riformare gli ammortizzatori ed introdurre il salario minimo”


“Ora avanti con il piano di riforme in vista del Recovery Fund. Dobbiamo riformare gli ammortizzatori sociali, introdurre il salario minimo e dotare il Paese di un Piano nazionale per le nuove competenze”: lo ha affermato sul proprio profilo Twitter la Ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo.

La Ministra, nel corso di un'audizione alla Camera, ha ribadito che l'obiettivo principale alla base dei progetti elaborati dal Ministero in vista del Recovery Fund è rappresentato dalla riduzione delle disuguaglianze.




NEWS - PUBBLICO IMPIEGO

Avvocati dello Stato, all'esame della Corte Costituzionale il “tetto retributivo massimo”


È stato rimesso alla Corte Costituzionale l'esame degli eventuali profili di illegittimità dell’art. 9, comma 1, del D.L. 24 giugno 2014, n. 90, convertito con modifiche dalla Legge 11 agosto 2014, n. 114, e dell’art. 23-ter, comma 1, del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modifiche dalla Legge 22 dicembre 2011, n. 214.

La questione è stata sollevata dalla quinta sezione del Consiglio di Stato con la sentenza non definitiva 9 luglio 2020, n. 5220 , depositata lo scorso 26 agosto.

Per i giudici di Palazzo Spada, in particolare, le disposizioni censurate contrasterebbero con il dettato costituzionale nella parte in cui - nell’ambito del cosiddetto “tetto retributivo massimo” (240mila euro annui) - vengono ricomprese anche le “propine”, cioè quei compensi professionali che gli Avvocati dello Stato percepiscono a titolo di spese liquidate in favore delle amministrazioni patrocinate.