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Notizie del 24 gennaio 2023



NEWS - IMPOSIZIONE FISCALE

Recupero delle maggiori ritenute subite dal lavoratore che svolge la prestazione all’estero


L’Agenzia delle Entrate - con risposta ad Interpello del 19 gennaio 2023, n. 97 – ha analizzato la Convenzione tra Italia e Regno Unito, occupandosi del caso di un contribuente residente nel Regno Unito da ottobre ed iscritto all'AIRE da gennaio dell’anno successivo.

Al riguardo, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che un soggetto che ha svolto attività di lavoro dipendente nel Regno Unito se ha subito indebitamente ritenute può presentare, in Italia, una dichiarazione integrativa a favore entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione dei redditi da correggere.

Il credito che emerge dalla dichiarazione può essere utilizzato in compensazione nel modello F24.




NEWS - IMPOSIZIONE FISCALE

Soggetto residente all’estero ed ipotesi di tassazione della pensione percepita


L’Agenzia delle Entrate - con risposta ad Interpello del 19 gennaio 2023, n. 100 - si è occupata del caso di un contribuente residente nel Portogallo che percepisce una pensione italiana per l’attività di lavoro prestato alle dipendenze della ditta fornitrice di trasporto.

Al riguardo, l’Agenzia delle Entrate ha ritenuto che - sussistendo una effettiva residenza fiscale portoghese dell'Istante a partire dall'anno di imposta di riferimento - la pensione INPS percepita, a fronte dell'attività di lavoro prestato alle dipendenze della ditta fornitrice di trasporto, non va assoggettata ad imposizione nel nostro Paese a decorrere dal 1° gennaio dell'anno di riferimento.

In tale ipotesi, il contribuente ha diritto al rimborso delle ritenute effettuate dall'INPS a partire dall'inizio del medesimo periodo d'imposta, da esercitare mediante la presentazione di apposita istanza.




NEWS - OCCUPAZIONE

Osservatorio sul precariato: pubblicati i dati di ottobre 2022


In data 19 gennaio 2023, l’INPS ha pubblicato i dati di ottobre 2022 dell’Osservatorio sul precariato.

Nei primi dieci mesi del 2022 le assunzioni attivate dai datori di lavoro privati, extra agricoli, sono state 6.934.720, con un aumento del 14% rispetto allo stesso periodo del 2021 e una crescita di tutte le tipologie contrattuali.

Nel dettaglio, sono state registrate 1.196.169 attivazioni per i contratti a tempo indeterminato, che hanno registrato la crescita più accentuata (+24%).

Significativo risulta anche l’aumento delle diverse tipologie di contratti a termine, per gli intermittenti (+20%), per l’apprendistato (+14%), per il tempo determinato (+13%), per gli stagionali (+11%) e per i somministrati (+7%).

Le trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato sono state 628.101, in fortissimo incremento rispetto allo stesso periodo del 2021 (+56%).

Nello stesso periodo, le conferme di rapporti di apprendistato giunti alla conclusione del periodo formativo (97.590) sono aumentate del 6% rispetto all’anno precedente.




NEWS - FINE RAPPORTO DI LAVORO

Legittimità del licenziamento disciplinare


La Cassazione - con ordinanza del 19 gennaio 2023, n. 1584 - ha previsto la cd. tutela reintegratoria attenuata, ex art. 18, comma 4, legge n. 300/1970, per il dipendente licenziato in seguito a precedenti disciplinari già puniti con un provvedimento sanzionatorio conservativo (nel caso in specie, la sospensione dal lavoro e dalla retribuzione per 5 giorni).

Al riguardo, la Suprema Corte – nel rigettare il ricorso di una società di trasporto locale, condannando la stessa alla reintegra sul posto di lavoro nonché al risarcimento del danno pari a 12 mensilità – ha dichiarato violato il divieto di "ne bis in idem", in quanto non è possibile esercitare due volte il potere disciplinare sullo stesso fatto, individuandolo sotto una diversa configurazione giuridica.  




NEWS - CONTRATTAZIONE COLLETTIVA DI LAVORO

CCNL Lavoro domestico: i nuovi minimi contrattuali


In data 16 gennaio 2023, la Commissione nazionale presso il Ministero del lavoro ha determinato i minimi retributivi del lavoro domestico a decorrere dal 1° gennaio 2023.

Le Parti si sono accordate sull’applicazione dell’art. 38 del CCNL, che prevede un incremento pari all’80% della variazione ISTAT del costo della vita per le famiglie di impiegati e operai, per quanto concerne i minimi retributivi e pari al 100% per i valori convenzionali di vitto e alloggio, a far data dal 1° gennaio 2023.

Gli importi dei lavoratori Conviventi a decorrere dal 1° gennaio 2023 sono i seguenti:

 

Livelli

Importi mensili

Indennità di funzione

DS

1.384,46

194,98

D

1.318,54

194,98

CS

1.120,76

---

C

1.054,85

---

BS

988,90

---

B

922,98

---

AS

857,06

---

A

725,19

---

Tempo parziale C

764,74

---

Tempo parziale BS

692,25

---

Tempo parziale B

659,27

---

Assistenza notturna DS

1.592,17

---

Assistenza notturna CS

1.288,87

---

Assistenza notturna BS

1.137,23

---

Presenza notturna

761,45

---

 

Gli importi dei lavoratori Non Conviventi a decorrere dal 1° gennaio 2023 sono i seguenti:

 

Livelli

Importi orari

DS

9,36

D

8,98

CS

7,79

C

7,38

BS

6,99

B

6,58

AS

6,21

A

5,27

Dal 1° gennaio 2023, l'indennità sostitutiva di vitto e alloggio è stabilita in € 6,47 giornalieri (€ 2,26 per ciascun pasto; € 1,95 per l'alloggio).




NEWS - TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO

Base di calcolo del TFR ed incidenza dell'indennità sostitutiva del preavviso


La Cassazione - con sentenza del 19 gennaio 2023, n. 1581 - ha ribadito che l'indennità sostitutiva del preavviso di licenziamento non rientra nella base di calcolo del TFR.

Com’è noto, i primi due commi dell’art. 2120 cod. civ. recitano “In ogni caso di cessazione del rapporto di lavoro subordinato, il prestatore di lavoro ha diritto ad un trattamento di fine rapporto. Tale trattamento si calcola sommando per ciascun anno di servizio una quota pari e comunque non superiore all'importo della retribuzione dovuta per l'anno stesso divisa per 13,5. La quota è proporzionalmente ridotta per le frazioni di anno, computandosi come mese intero le frazioni di mese uguali o superiori a 15 giorni.

Salvo diversa previsione dei contratti collettivi la retribuzione annua, ai fini del comma precedente, comprende tutte le somme, compreso l'equivalente delle prestazioni in natura, corrisposte in dipendenza del rapporto di lavoro, a titolo non occasionale e con esclusione di quanto è corrisposto a titolo di rimborso spese”.

Pertanto, la Suprema Corte ha ritenuto che l’indennità di mandato preavviso deve essere esclusa anche dal computo delle mensilità aggiuntive e delle ferie in quanto, comportando la risoluzione immediata del rapporto, il lavoratore (nel periodo di mancato preavviso) non ha prestato servizio.