Notizie del 18 maggio 2020



NEWS - SICUREZZA SUL LAVORO

Svolgimento in sicurezza dell’attività lavorativa durante la cd. Fase 2: i chiarimenti della Fondazione Studi CdL


La Fondazione Studi Consulenti del Lavoro - con Circolare del 13 maggio 2020, n. 13 - ha esaminato le misure per lo svolgimento in sicurezza dell’attività lavorativa durante la fase due per il contrasto e il contenimento del Covid-19 negli ambienti di lavoro alla luce delle programmate e progressive riaperture delle attività produttive e commerciali.

Con riferimento ai locali commerciali, l’ingresso nelle attività̀ aperte al pubblico deve essere regolamentato e scaglionato secondo le seguenti modalità̀:

  1. attraverso ampliamenti delle fasce orarie;
  2. nei locali fino a quaranta metri quadrati può̀ accedere una persona alla volta, oltre a un massimo di due operatori;
  3. nei locali di dimensioni superiori a quelle di cui alla lettera b), l’accesso è regolamentato in funzione degli spazi disponibili, differenziando, ove possibile, i percorsi di entrata e di uscita e garantendo la distanza di sicurezza interpersonale di un metro;
  4. il mantenimento del distanziamento interpersonale deve essere garantito in tutte le attività̀ e le loro fasi;
  5. la pulizia e igiene ambientale deve essere svolta con frequenza di almeno due volte al giorno ed in funzione dell’orario di apertura;
  6. vanno garantiti adeguata aereazione naturale e ricambio d’aria;
  7. è necessario fornire ampia disponibilità̀ e accessibilità̀ a sistemi per la disinfezione delle mani (in particolare, detti sistemi devono essere disponibili accanto a tastiere, schermi touch e sistemi di pagamento);
  8. va stabilito utilizzo di mascherine nei luoghi o ambienti chiusi e comunque in tutte le possibili fasi lavorative laddove non sia possibile garantire il distanziamento interpersonale;

Qualora l’attività̀ lavorativa imponga una distanza interpersonale minore di un metro e non siano possibili altre soluzioni organizzative, è necessario l'uso delle mascherine e di altri dispositivi di protezione (guanti, occhiali, tute, cuffie, camici) conformi alle disposizioni delle autorità̀ scientifiche e sanitarie.

La violazione delle stesse determinerà potenziali responsabilità del datore di lavoro.

La Circolare in commento comprende modelli, questionari sugli adempimenti da rispettare da parte degli imprenditori e un fac-simile di informativa aziendale.




NEWS - LAVORI PARLAMENTARI

Senato, approvate due mozioni sulla tutela delle lavoratrici


Nei giorni scorsi l’Assemblea di Palazzo Madama ha approvato due mozioni (n. 227, di maggioranza e n. 231, di minoranza) sulla parità di genere e la tutela delle lavoratrici.

Nel corso della discussione, il Ministro per le pari opportunità e la famiglia, Bonetti, ha affermato che "Ci attende una sfida che certamente deve promuovere la presenza femminile, ma ci attende una sfida anche nel rimuovere tutti gli ostacoli che di fatto la impediscono. Ecco perché io credo che il dibattito che si è svolto in quest'Aula sia importante: la stessa tenacia di sessanta anni fa oggi è presente non solo nelle donne di questa Istituzione, ma in tutto il Paese. Noi siamo pronti, il Paese è pronto: ci aspetta adesso solo la responsabilità di dare corpo alla nostra tenacia".

Nelle scorse settimane, un documento di contenuto analogo (mozione n. 1-00334) era stato discusso nell’Aula della Camera.




NEWS - VIGILANZA SUL LAVORO

Ricorso a CIGO Covid–19 da parte di aziende oggetto di verbale unico di accertamento per lavoro nero


L’Ispettorato Nazionale del Lavoro - con Nota del 15 maggio 2020, n. 64 - ha fornito alcuni chiarimenti in merito al ricorso alla cd. CIGO COVID–19, ex art. 19 , D.L. n. 18/2020 ed art. 41 , D.L. n. 23/2020, da parte di aziende oggetto di verbale unico di accertamento per lavoro nero.

Al riguardo, l'INL ha ricordato che dal combinato disposto dei richiamati decreti legge, la platea dei lavoratori coinvolti riguarda coloro che risultano "assunti dal 24 febbraio al 17 marzo 2020”.

Pertanto, l’accesso ai trattamenti di integrazione salariale appare essere condizionato alla circostanza che il lavoratore sia stato assunto entro l'entrata in vigore del D.L. n. 18/2020 (17 marzo 2020).

Non sembrano, dunque, sussistere motivi ostativi alla concessione del trattamento della cassa integrazione CIGO Covid-19, in quanto i lavoratori interessati dell’azienda ispezionata sono stati assunti, anche se ai fini della revoca del provvedimento di sospensione, il 31 gennaio 2020.




NEWS - EMERGENZA CORONAVIRUS, FASE 2

Pubblicato in GU il decreto legge con le linee guida per la nuova fase dal 18 maggio 2020


Nella Gazzetta Ufficiale del 16 maggio 2020, n. 124 è stato pubblicato il D.L. 16 maggio 2020, n. 33 , recante “Ulteriori misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19”.

Il provvedimento - approvato in Consiglio dei Ministri del 16 maggio 2020, n. 46 - definisce le linee guida, valide dal 18 maggio, per la riapertura generalizzata di tutte le attività economiche e del libero spostamento delle persone.

Il provvedimento stabilisce che le attività economiche e produttive sono consentite a condizione che rispettino i contenuti di protocolli o linee guida, idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di esercizio o in ambiti analoghi, adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome, nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali.

In assenza di quelli regionali trovano applicazione i protocolli o le linee guida adottati a livello nazionale.

Alle regioni è demandato il compito di monitorare, con cadenza giornaliera, l'andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e, in relazione a tale andamento, le condizioni di adeguatezza del sistema sanitario regionale e trasmettere tali dati al Ministero della Salute, all’Istituto superiore di sanità e al comitato tecnico-scientifico.

Ciò al fine di garantire lo svolgimento delle attività economiche e produttive in condizioni di sicurezza.

Dal 18 maggio 2020, poi, si registra l’abolizione delle autocertificazioni per gli spostamenti.

Andando nel dettaglio, da tale data sono permessi, senza alcuna limitazione, solo gli spostamenti all’interno del territorio regionale (possibile anche lo spostamento dalla Città del Vaticano o da San Marino nelle regioni confinanti), fatte salve le misure di contenimento più restrittive adottate relativamente a specifiche aree del territorio regionale, soggette a particolare aggravamento della situazione epidemiologica.

Gli spostamenti e i trasferimenti con mezzi di trasporto pubblici e privati, in una regione diversa rispetto a quella in cui attualmente ci si trova, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute sono vietati fino al 2 giugno anche se resta valida l’attuale regola secondo cui si può rientrare presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

Pertanto, dal 3 giugno ci si potrà liberamente spostare anche da una regione all’altra (non solo, ma anche da e per l’estero) salvo che, per alcune aree geografiche, non subentrino situazioni epidemiologiche che determinano l’emanazione di provvedimenti restrittivi.




NEWS - PRIVACY

La FAQ del Garante sui test sierologici per il contagio da Covid-19


Il Garante per la Protezione dei dati personali - con FAQ del 14 maggio 2020 - ha fornito alcune indicazioni per un corretto trattamento dei dati personali da parte di pubbliche amministrazioni e imprese private, chiarendo i presupposti per l’effettuazione dei test sierologici per il Covid-19 sul posto di lavoro.

In tema di test sierologici sul posto di lavoro, il Garante ha specificato che - nell’ambito del sistema di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro o di protocolli di sicurezza anti-contagio - il datore di lavoro può richiedere ai propri dipendenti di effettuare test sierologici solo se disposto dal medico competente o da altro professionista sanitario in base alle norme relative all'emergenza epidemiologica.

Solo il medico del lavoro infatti, nell’ambito della sorveglianza sanitaria, può:

  • stabilire la necessità di particolari esami clinici e biologici;
  • suggerire l’adozione di mezzi diagnostici, quando li ritenga utili al fine del contenimento della diffusione del virus, nel rispetto delle indicazioni fornite dalle autorità sanitarie, anche riguardo alla loro affidabilità e appropriatezza.




NEWS - CONTRATTI CON LA P.A.

Nelle concessioni di servizi va limitato il coinvolgimento di apprendisti


Nell'ambito delle concessioni di servizi, qualora la norma richieda che il personale impiegato per lo svolgimento dell'attività sia provvisto di adeguata qualificazione professionale e regolarmente inquadrato nei livelli professionali previsti dal Ccnl di riferimento, non è ammissibile il ricorso allo strumento dell’apprendistato, quale contratto a causa mista finalizzato al conseguimento di una qualificazione professionale attraverso la formazione sul lavoro: lo ha affermato la sesta sezione del Consiglio di Stato con la sentenza 7 maggio 2020, n. 2984 , depositata lo scorso 12 maggio.

Per i giudici amministrativi, infatti, in tale ambito:

  1. il datore di lavoro è obbligato ad impartire un addestramento necessario a far conseguire all’apprendista la relativa qualifica professionale;
  2. questo contratto a causa mista, di formazione e lavoro, assume rilievo solo se l’aspetto formativo si sia effettivamente realizzato;
  3. nel contesto di una gara, ciò rileva anche ai fini della verifica di sostenibilità dell’offerta, in quanto le retribuzioni sono quelle dovute al personale dotato di adeguata qualificazione.




NEWS - INPS, DENUNCE E COMUNICAZIONI

Versamento contributi associativi e sospensione degli obblighi contributivi stabilita in via legislativa


L'INPS - con Messaggio del 15 maggio 2020, n. 2015 - ha precisato che nel caso di adesione alla sospensione contributiva ex D.L. n. 23/2020, i versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria sospesi dovranno essere effettuati senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione, entro il 30 giugno 2020 o mediante rateizzazione, fino ad un massimo di cinque rate mensili di pari importo, a decorrere dal mese di giugno 2020.

Gli iscritti, per i quali opera la sospensione degli obblighi di versamento nei termini stabiliti dalle relative disposizioni normative, effettuano il versamento delle quote associative solo alla ripresa degli obblighi contributivi.

In ogni caso, per tutti i lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali degli artigiani e degli esercenti attività commerciali, all’avvenuto versamento in soluzione unica entro il 30 giugno 2020 dell’importo integrale dovuto all’Istituto e oggetto della tariffazione anche il versamento della quota associativa sarà considerato effettuato nei termini di legge e, quindi, riversato alle Associazioni nei termini contrattuali vigenti.




NEWS - AMMORTIZZATORI SOCIALI

INPS: pubblicati i dati su Cassa integrazione ordinaria, assegno ordinario, richieste di pagamento SR41 e CIGD all'11 maggio


In data 14 maggio 2020, l'INPS ha comunicato che i beneficiari potenziali complessivi di Cassa integrazione nelle diverse tipologie sono, all’11 maggio 2020, circa 7,2 milioni, per circa 921.000 domande di aziende.

Queste domande sono prenotazioni di risorse, e non effettive domande di fruizione di cassa integrazione.

Si tradurranno in effettive domande solo con invio del modello sr41 (se a pagamento diretto) o con denuncia in Uniemens (se a conguaglio) nel mese successivo a quello di sospensione, con il quale le aziende comunicano le effettive sospensioni e iban dei lavoratori (in caso di pagamento diretto).

Ad oggi, su 921.000 domande, l’INPS ha ricevuto 415.000 SR41, e 246.000 sono stati già pagati per circa 779.000 lavoratori.

Dei relativi benefici potenziali, circa 3,8 milioni sono già stati anticipati dalle aziende con conguaglio INPS, e circa 3,4 milioni potenziali, in corso di pagamento.




NEWS - INAIL, INFORTUNIO SUL LAVORO

I chiarimenti sulla responsabilità datoriale in caso di infortunio sul lavoro da Covid-19


L'INAIL - con comunicato del 15 maggio 2020 - ha reso noti i criteri applicati per l’erogazione delle prestazioni assicurative ai lavoratori che hanno contratto il virus sono totalmente diversi da quelli previsti in sede penale e civile, dove è sempre necessario dimostrare il dolo o la colpa per il mancato rispetto delle norme a tutela della salute e della sicurezza.

Al riguardo, l'Istituto ha precisato che la denuncia di infortunio da infezione di nuovo coronavirus non determina alcun automatismo nel riconoscimento da parte dell’INAIL.

In merito al D.L. n. 18/2020 - che qualifica come infortunio sul lavoro “i casi accertati di infezione da coronavirus in occasione di lavoro” - viene ribadito che "l’INAIL, ai fini della tutela infortunistica, deve comunque valutare le circostanze e le modalità dell’attività lavorativa, da cui sia possibile trarre elementi gravi per giungere ad una diagnosi di alta probabilità, se non di certezza, dell’origine lavorativa della infezione”.

Al contempo, “il riconoscimento come infortunio sul lavoro dell’evento del contagio per motivi professionali non costituisce presupposto per l’accertamento della responsabilità civile o penale in capo al datore di lavoro”, sottolineando che “non si possono confondere i presupposti per l’erogazione di un indennizzo INAIL con quelli per la responsabilità penale e civile, che devono essere rigorosamente accertate con criteri diversi da quelli previsti per il riconoscimento del diritto alle prestazioni assicurative”.

Le responsabilità del datore di lavoro devono essere rigorosamente accertate, attraverso la prova del dolo o della colpa, con criteri totalmente diversi da quelli previsti per il riconoscimento del diritto alle prestazioni assicurative INAIL.

 




NEWS - ISTAT

In GU l'indice ISTAT di febbraio 2020


Nella Gazzetta Ufficiale del 15 maggio 2020, n. 124 è stato pubblicato il comunicato ISTAT , recante "Indici dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, relativi al mese di febbraio 2020, che si pubblicano ai sensi dell'articolo 81 della legge 27 luglio 1978, n. 392 (Disciplina delle locazioni di immobili urbani), ed ai sensi dell'articolo 54 della legge del 27 dicembre 1997, n. 449 (Misure per la stabilizzazione della finanza pubblica)".

Al riguardo, l'indice di febbraio 2020 è pari a 102,5.




NEWS - SICUREZZA SUL LAVORO

Il nuovo Protocollo sulla sicurezza Covid-19 nei luoghi di lavoro degli artigiani in Emilia Romagna


In data 7 maggio 2020, è stato siglato - tra la Regione Emilia Romagna e le Parti Sociali Artigiane e OPRA Emilia Romagna - l’accordo per il contrasto e il contenimento del virus Covid-19 nei luoghi di lavoro artigiani.

Al riguardo, viene previsto l'obbligo per le imprese di mettere in atto, per le attività/mansioni per le quali sia possibile, modalità di lavoro agile o a distanza per il personale che può svolgere i propri compiti lavorativi anche da remoto, senza garantire la presenza fisica in azienda.

Le aziende attueranno il distanziamento sociale, rispettando la distanza interpersonale tra i lavoratori e tra gli stessi e tutti gli altri soggetti che dovranno accedere ai locali dell’azienda di almeno 1 metro (o quanto indicato da successive disposizioni normative), previsto come principale misura di contenimento del contagio. Qualora il lavoro imponga di non rispettare tale distanza di sicurezza e non siano possibili altre soluzioni organizzative, le aziende provvederanno a fornire al personale mascherine chirurgiche.

Forniranno, inoltre, eventuali ulteriori Dispositivi di Protezione Individuale quali ad esempio guanti monouso.

Le aziende, al fine di organizzare l’attività consentendo il rispetto del distanziamento interpersonale, potranno prevedere ad esempio turni di lavoro per evitare che nei locali aziendali siano presenti un numero eccessivo di persone, la regolamentazione dell’ingresso e dell’uscita in modo da non creare assembramenti così come dell’accesso ai luoghi comuni quali bagni, spogliatoi, mense, ecc.

Le aziende daranno indicazione scritta ai lavoratori di lavarsi frequentemente le mani, assicurando all’interno dei bagni quantità sufficienti e sempre disponibili di sapone liquido e salviette, per asciugarsi e renderanno disponibili soluzioni idroalcoliche per la disinfezione.

Le aziende provvederanno alla pulizia giornaliera, indicativamente a fine turno, e alla sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago secondo le indicazioni previste dalle Autorità Competenti.

L’ingresso di personale esterno quali fornitori, corrieri etc. nei locali aziendali dovrà essere per lo più scoraggiato e, laddove non possibile evitarlo, dovrà tenere conto delle regole di distanziamento interpersonale. Il personale esterno all’azienda non potrà accedere alle aree comuni, quali bagni, spogliatoi, etc.




NEWS - EMERGENZA CORONAVIRUS

In GU il DPCM con le nuove disposizioni decorrenti dal 18 maggio 2020


In data 17 maggio 2020, il Presidente del Consiglio ha firmato il DPCM recante le misure per il contenimento dell'emergenza epidemiologica da Covid-19 in vigore dal 18 maggio 2020 (pubblicato in GU 17 maggio 2020, n. 126).

Relativamente alle attività professionali, si raccomanda che:

  1. sia attuato il massimo utilizzo di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza;
  2. siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva;
  3. siano assunti protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale;
  4. siano incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro, anche utilizzando a tal fine forme di ammortizzatori sociali.

Ai fini del contenimento della diffusione del virus COVID-19, è fatto obbligo sull’intero territorio nazionale di usare protezioni delle vie respiratorie nei luoghi al chiuso accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza.

Non sono soggetti all’obbligo i bambini al di sotto dei sei anni, nonché i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina ovvero i soggetti che interagiscono con i predetti.

Le disposizioni del presente decreto si applicano dalla data del 18 maggio 2020 e sono efficaci fino al 14 giugno 2020.