Notizie del 16 ottobre 2020



NEWS - "DECRETO DI AGOSTO"

Ulteriori 9 settimane di integrazione salariale: domanda a prescindere dall'autorizzazione alle prime 9 settimane


Con il Messaggio 15 ottobre 2020, n. 3729 , l'Inps ha fornito chiarimenti in merito alla proroga al 31 ottobre 2020 delle scadenze dei termini decadenziali per l’invio delle domande di trattamenti di cassa integrazione (ordinaria, in deroga e CISOA) e di assegno ordinario, nonché dei dati utili ai rispettivi pagamenti diretti (modelli SR41 e SR43 semplificati), disposta dall'art. 3 del D.L. 7 ottobre 2020, n. 125.

Detti termini erano stati fissati in precedenza al 31 agosto 2020 e al 30 settembre 2020, rispettivamente dai commi 9 e 10 dell’art. 1 del “decreto di agosto” (D.L. 14 agosto 2020, n. 104, convertito con modifiche dalla Legge 13 ottobre 2020, n. 126).

Alla luce del nuovo dettato normativo, l'Inps precisa che:

  1. le domande e la documentazione utile per i pagamenti diretti, riferite al citato D.L. n. 104/2020 , inviate dalle aziende oltre le precedenti scadenze del 31 agosto 2020 e del 30 settembre 2020, saranno considerate utilmente trasmesse purché presentate entro il 31 ottobre 2020;
  2. in questi giorni si stanno inviando tramite pec anche le autorizzazioni inerenti ai provvedimenti di CIG in deroga Inps;
  3. per quanto riguarda l'ulteriore periodo di 9 settimane di trattamenti di cassa integrazione (ordinaria e in deroga) e di assegno ordinario previsto dal D.L. n. 104/2020 , le istanze devono riguardare periodi non antecedenti al 14 settembre 2020 e non successivi al 31 dicembre 2020, e possono essere trasmesse – chiarisce il messaggio in esame - “a prescindere dall’avvenuto rilascio dell’autorizzazione alle prime nove settimane da parte delle Strutture territoriali dell’Istituto”.




NEWS - LAVORI PARLAMENTARI

Mobilità dei lavoratori transfrontalieri: alla Camera le audizioni delle associazioni


Si sono svolte presso la Commissione Lavoro di Montecitorio alcune audizioni informali in merito alla questione della mobilità dei lavoratori transfrontalieri: sono stati infatti sentiti i rappresentanti dell'Associazione FAI Frontalieri Autonomi Intemeli, dell'Associazione Frontalieri Ticino e del Gruppo Frontalieri ZZZ, nonché dell'Associazione comuni italiani di frontiera (ACIF).

Si ricorda che il decreto “Rilancio” (D.L. 19 maggio 2020, n. 34, convertito con modifiche dalla Legge 17 luglio 2020, n. 77) ha introdotto una norma che stanzia 6 milioni di euro da destinare per il 2020 sotto forma di contributi a favore dei lavoratori frontalieri residenti in Italia, che svolgono la propria attività nei Paesi confinanti o limitrofi (come definiti dal Regolamento (CE) 29 aprile 2004, n. 883/2004), oppure che svolgono la propria attività in altri Paesi non appartenenti all'Unione europea confinanti o limitrofi ai confini nazionali con cui sono vigenti appositi accordi bilaterali, che siano titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, o dei lavoratori subordinati nonché dei titolari di partita Iva, che abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro frontaliero a decorrere dal 23 febbraio 2020 e siano privi dei requisiti stabiliti per beneficiare delle misure di sostegno ai lavoratori previste dal D.Lgs. 4 marzo 2015, n. 22, e dal decreto “Cura Italia” (D.L. 17 marzo 2020, n. 18, convertito con modifiche dalla Legge 24 aprile 2020, n. 27).




NEWS - FINE RAPPORTO DI LAVORO

Licenziamenti e trasferimenti illegittimi ed impugnazione stragiudiziale


La Corte Costituzionale - con sentenza n. 212/2020 - ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 6, comma 2, legge n. 604/1966, nella parte in cui non prevede che l'impugnazione stragiudiziale è inefficace se non è seguita, entro il successivo termine di 180 giorni, oltre che dal deposito del ricorso nella cancelleria del tribunale in funzione di giudice del lavoro o dalla comunicazione alla controparte della richiesta di tentativo di conciliazione o arbitrato, anche dal deposito del ricorso cautelare ante causam, ex art. 669-bis, 669-ter e 700 c.p.c.

Pertanto:

  • il ricorso d'urgenza, proposto nel termine di 180 giorni dall'impugnazione, contro atti del datore di lavoro come il trasferimento o il licenziamento, impedisce la perdita di efficacia dell'impugnazione stessa;
  • il lavoratore che impugna solo con ricorso cautelare il trasferimento (e altri atti del datore di lavoro soggetti a decadenza, compreso il licenziamento) invece che con ricorso ordinario non incappa nelle preclusioni previste dalla legge.




NEWS - FINE RAPPORTO DI LAVORO

Illegittimo il licenziamento per giusta causa del dirigente che pratica sconti ad un cliente di riguardo


La Cassazione - con sentenza del 13 ottobre 2020, n. 22074 - ha ritenuto illegittimo il licenziamento del dirigente di un supermercato per aver praticato sconti ad un cliente di riguardo.

Com’è noto, uno degli elementi fondamentali del rapporto di lavoro è il vincolo fiduciario (il rapporto, cioè, di fiducia che deve sempre intercorrere tra il datore di lavoro e il lavoratore): qualora venga mento tale vincolo fiduciario, il datore di lavoro può licenziare il dipendente per giusta causa.

Nel caso in Specie, la Suprema Corte ha definito illegittimo il licenziamento per giusta causa intimato, puntualizzando che la scelta del dirigente rientra tra i poteri ad esso assegnati in quanto finalizzata esclusivamente all'interesse aziendale e non - come affermato dal datore di lavoro - ad un guadagno personale.




NEWS - CONTRATTO DI RETE

I chiarimenti del MiSE su contratti di rete con causale di solidarietà


Il Ministero dello Sviluppo Economico - con Circolare del 9 ottobre 2020, n. 2/V , prot. n. 234606 - ha fornito alcuni chiarimenti in merito al contratto di rete con causale di solidarietà (ex art. 43-bis D.L. n. 34/2020, introdotto, in sede di conversione, con legge n. 77/2020), stipulato per favorire il mantenimento dei livelli di occupazione delle imprese di filiere colpite da crisi economiche in seguito a situazioni di crisi o stati di emergenza dichiarati con provvedimento delle autorità competenti.

Il provvedimento chiarisce che le imprese retiste non devono tutte appartenere a filiere dichiarate in crisi: risulterebbe infatti, ben più difficoltoso il conseguimento della finalità dichiarata della norma (la salvaguardia occupazionale), in quanto la gestione dei dipendenti potrebbe avvenire solo nell’ambito di settori in crisi, quindi con maggiore difficoltà ad assorbire i dipendenti momentaneamente in eccesso.

Infine il MiSE ha chiarito che tali contratti saranno predisposti mediante atto firmato digitalmente ai sensi dell’art. 24 del CAD (firma digitale non autenticata) e assistenza (e sottoscrizione) delle organizzazioni datoriali indicate.

La disposizione in esame non richiama il modello standard previsto per i contratti di rete, il cui utilizzo non può, di conseguenza, ritenersi obbligatorio.




NEWS - VIGILANZA SUL LAVORO

Disponibile dall’INL la modulistica per gli adempimenti per la nuova diffida accertativa


L'Ispettorato Nazionale del Lavoro - con Nota del 13 ottobre 2020, n. 845 (non ancora pubblicata sul sito istituzionale) - ha reso noto d’aver pubblicato la modulistica quale riferimento utile nella prima fase di applicazione della nuova disciplina della diffida accertativa con riferimento ai seguenti adempimenti:

  • comunicazione di esecutività della diffida accertativa;
  • convocazione del tentativo di conciliazione;
  • comunicazione di conciliazione al non aderente;
  • comunicazione di esecutività della diffida accertativa per esito negativo del tentativo di conciliazione;
  • comunicazione al lavoratore di esecutività della diffida accertativa per rigetto del ricorso;
  • atto di ridetermina della diffida accertativa in caso di accoglimento parziale del ricorso.




NEWS - COSTO DEL LAVORO

MLPS: definito il costo orario del lavoro del personale dipendente dell’ANFASS ONLUS


In data 13 ottobre 2020, nella sez. "pubblicità legale" del sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, è stato pubblicato il D.Dirett. n. 61 del 12 ottobre 2020 , concernente la determinazione del costo orario del lavoro del personale dipendente dalle strutture associative ANFASS ONLUS, riferito ai mesi di gennaio, agosto, dicembre 2019.

Le allegate tabelle (esplicative del costo del lavoro in commento) prescindono:

  1. da eventuali benefici previsti da norme di legge di cui l’impresa può usufruire;
  2. dagli oneri derivanti da specifici adempimenti connessi alla normativa sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, ex D.Lgs. n. 81/2008.




NEWS - INPS, PRESTAZIONI

Cumulabilità dei redditi da lavoro dipendente e pensione di anzianità: l’intervento della Corte Costituzionale


La Corte Costituzionale - con sentenza n. 213/2020 - ha dichiarato inammissibile la questione di legittimità costituzionale:

  • dell’art. 22, primo comma, lettera c), della legge 30 aprile 1969, n. 153 (Revisione degli ordinamenti pensionistici e norme in materia di sicurezza sociale),
  • dell’art. 10, comma 6, del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 503 (Norme per il riordinamento del sistema previdenziale dei lavoratori privati e pubblici, a norma dell’articolo 3 della legge 23 ottobre 1992, n. 421),
  • dell’art. 1, comma 189, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 (Misure di razionalizzazione della finanza pubblica),

sollevata, in riferimento all’art. 3 della Costituzione, dalla Corte d’appello di Torino.

La sentenza in commento riguardava la cumulabilità dei redditi da lavoro dipendente e pensione di anzianità, i requisiti di accesso alla pensione di anzianità e la necessità che gli iscritti alle assicurazioni obbligatorie non prestino attività lavorativa subordinata alla data della presentazione della domanda di pensione.




NEWS - IMPOSIZIONE FISCALE

Compensi al docente olandese ed imponibilità delle somme in Italia: i chiarimenti dell'AE


L’Agenzia delle Entrate - con risposta all’Interpello del 14 ottobre 2020, n. 472 - ha precisato che i compensi che un’università italiana eroga al docente non residente con il quale è stato stipulato un contratto di collaborazione coordinata e continuativa, fruiscono della non imponibilità in Italia per un periodo massimo di 2 anni.

Al riguardo, l'AE ha ricordato che - stante il fatto che il docente risiede nei Paesi Bassi - la Convenzione contro la doppia imposizione fiscale siglata tra i due Stati, stabilisce che le remunerazioni provenienti da uno Stato contraente e corrisposte a professori, membri del corpo insegnante e ricercatori che soggiornano in tale Stato ai soli fini di insegnamento o ricerca, sono riconosciute di esclusiva pertinenza impositiva dello Stato contraente di residenza per un periodo non superiore a 2 anni.