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Notizie del 11 giugno 2019



NEWS - FINE RAPPORTO

Superamento periodo di comporto, inidoneità alla mansione e legittimità del licenziamento


La Cassazione - con sentenza del 7 giugno 2019, n. 15512 - ha affermato che se il CCNL applicato prevede un periodo di comporto da calcolare per sommatoria, il superamento dello stesso è una giusta causa di recesso, a prescindere dal fatto che la dipendente potrebbe tornare al lavoro se le modificassero le mansioni svolte.

Al riguardo, la Suprema Corte ha ribadito che il superamento del comporto e l’inidoneità alla mansione sono cause di recesso distinte tra loro.




NEWS - CONTRATTAZIONE COLLETTIVA DI LAVORO

Siglato l'Accordo delle Oreficerie (aziende industriali)


In data 4 giugno 2019 è stato siglato - tra Federorafi e Fim, Fiom, Uilm - l'Accordo di rinnovo contrattuale, con i nuovi minimi retributivi, decorrenti dal 1° giugno 2019 fino al 31 maggio 2020.

Al riguardo, i nuovi minimi sono i seguenti:

Livelli

Importi mensili

7Q

2.028,29

7

2.028,29

6

1.865,42

5S

1.735,28

5

1.625,80

4

1.521,81

3

1.462,55

2

1.327,48

1

1.208,67




NEWS - APPUNTAMENTO CON L'ESPERTO

Nuova disciplina delle mansioni e dello jus variandi. Domani il video dell'Appuntamento con l'Esperto


Tra le molteplici innovazioni introdotte dal D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81 (cosiddetto Codice dei Contratti), nell’ambito del Jobs Act, rientra a pieno titolo – e ne rappresenta anzi una parte significativa – la nuova disciplina delle mansioni del dipendente e della possibilità del datore di lavoro, nelle diverse ipotesi, di procedere alla loro modifica mediante l’istituto dello jus variandi

Nel corso dell’Appuntamento con l'Esperto, il dott. Alberto Bosco illustrerà i profili generali dell’istituto e dei suoi aspetti peculiari, con particolare riferimento a quanto segue:

  1. disciplina generale ai sensi dell’art. 2103 del codice civile;
  2. attribuzione di mansioni di un solo livello inferiore;
  3. modifica della categoria, del livello, delle mansioni, e della connessa retribuzione;
  4. casi particolari: whistleblower e vittime di molestie;
  5. modalità e forma per il demansionamento.

Puoi inviare sin da ora le tue domande all'indirizzo e-mail diretta@cesimultimedia.com o attraverso un messaggio WhatsApp al numero 3496648859.

Ai quesiti di interesse generale verrà data risposta nella Circolare Monografica TuttoQuesiti che verrà pubblicata nei prossimi giorni.




NEWS - FINE RAPPORTO

Licenziamenti, la Cassazione torna sui termini introdotti dal “Collegato Lavoro”


Con riferimento alla proroga dei termini di decadenza ai contratti a termine già conclusi alla data di entrata in vigore del Collegato Lavoro, stipulati anche in base alla normativa vigente prima del D.Lgs. n. 368/2001, si ritiene che il differimento dell'efficacia della nuova disciplina decadenziale, introdotta dall'art. 32 , operi per tutte le fattispecie alle quali questa nuova disciplina si riferisce.

In giurisprudenza è stato affermato che il comma 1-bis dell'art. 32 della Legge n. 183/2010, introdotto dal D.L. n. 225/2010, nel prevedere 'in sede di prima applicazione' il differimento al 31 dicembre 2011 dell'entrata in vigore delle disposizioni relative al termine di 60 giorni per l'impugnazione del licenziamento, si applica a tutti i contratti ai quali tale regime risulta esteso e riguarda tutti gli ambiti di novità di cui al novellato art. 6 della Legge n. 604/1966, sicché, con riguardo ai contratti a termine non solo in corso ma anche con termine scaduto e per i quali la decadenza sia maturata nell'intervallo di tempo tra il 24 novembre 2010 (data di entrata in vigore del cd. 'collegato lavoro') e il 23 gennaio 2011 (scadenza del termine di 60 giorni per l'entrata in vigore della novella introduttiva del termine decadenziale), si applica il differimento della decadenza mediante la rimessione in termini (in tal senso, da ultimo, Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, 7 giugno 2019, n. 15509).




NEWS - POLITICHE SOCIALI

Informazioni sui percettori di RdC: la Nota dell'INL


L’Ispettorato Nazionale del Lavoro - con Nota del 5 giugno 2019, n. 5320 (non ancora pubblicato sul sito istituzionale) ha informato il proprio personale ispettivo dell’avvenuta abilitazione (da parte dell’INPS) all’applicativo denominato “Domande reddito di cittadinanza”, in modo da avere le informazioni circa i percettori del reddito di cittadinanza.




NEWS - INAIL, DENUNCE E COMUNICAZIONI

Novità sulla profilazione per l’accesso ai servizi telematici correlati ai rapporti assicurativi delle STP


L’INAIL - con Circolare del 6 giugno 2019, n. 15 - ha fornito alcuni chiarimenti in merito alle STP costituite tra dottori commercialisti o esperti contabili.

Al riguardo, l'Istituto ha precisato che la gestione delle deleghe (così come l’autorizzazione alla numerazione unitaria del LUL) devono essere riferite alla società tra professionisti e non al singolo socio professionista.

Resta salva la possibilità che uno stesso soggetto identificato dal codice fiscale possa agire in qualità di socio professionista di una STP per i clienti in delega alla società e in qualità di libero professionista per i propri clienti qualora svolga attività professionale anche a titolo individuale.

Nei suddetti casi, il sistema di profilazione richiede all’utente di selezionare il ruolo con il quale vuole agire.

Ogni socio può inserire ed eliminare i clienti in delega alla società ed effettuare gli adempimenti per conto dei codici ditta in delega alla STP stessa.




NEWS - RETRIBUZIONE

Credito retributivo e insinuazione nel passivo fallimentare del datore di lavoro


La Cassazione - con sentenza del 6 giugno 2019, n. 15379 - ha ritenuto ammissibile al passivo fallimentare del datore di lavoro il credito retributivo del dipendente, che non era stato reintegrato nonostante la sentenza dichiarante il licenziamento illegittimo.

Al riguardo, la Suprema Corte ha precisato che non rileva se il dipendente si sia reso disponibile al rientro lavorativo, mettendo in mora il datore, poiché, a differenza del caso di nullità del termine, la declaratoria di illegittimità del licenziamento sposta in capo al datore il dovere di richiamare il lavoratore sul luogo di lavoro.




NEWS - SOMMINISTRAZIONE

Contratto di somministrazione privo delle causali giustificatrici e conversione del rapporto di lavoro


La Cassazione - con sentenza del 6 giugno 2019, n. 15366 - ha precisato che il lavoratore può chiedere la conversione del rapporto di lavoro, qualora nel contratto di somministrazione non siano indicate le ragioni di carattere tecnico produttivo e organizzativo della scelta.

Nel dettaglio, la Suprema Corte ha affermato che, nonostante la previsione dell’art. 5, D.Lgs. n. 251/2004, un contratto di somministrazione necessita ancora, oltre che della forma scritta, anche della specificazione delle ragioni della scelta, sebbene una loro omissione non comporti la nullità. 




NEWS - IMPRESE

Confagricoltura nella Confederazione dei Proprietari Forestali Europei


Nei giorni scorsi Confagricoltura è entrata a far parte della Confederazione dei Proprietari Forestali Europei (CEPF), l’organizzazione che riunisce i proprietari di boschi privati con l’obiettivo di promuovere una gestione forestale sostenibile e al contempo competitiva.

Attualmente l'associazione conta 24 componenti, di cui 19 organizzazioni nazionali (Austria, Germania, Portogallo, Croazia, Grecia, Slovenia, Repubblica Ceca, Ungheria, Spagna, Danimarca, Lettonia, Svezia, Estonia, Lituania, Svizzera, Finlandia, Lussemburgo, Francia e Norvegia) e 5 esponenti in rappresentanza dei proprietari di foreste di specifiche regioni oppure di organizzazioni regionali di cooperative forestali (CONFI, Institut Agrícola Català de Sant Isidore, Waldverband Österreich, UCFF).

Secondo l’ultimo Rapporto sullo stato del settore forestale in Italia (RAF 2017/2018), a livello nazionale il 66 per cento circa dei boschi risulta di proprietà privata. A livello regionale la maggiore diffusione della proprietà privata si riscontra in Liguria, Toscana, Emilia Romagna e Marche.