
Nel caso di locazione breve di un immobile a uso abitativo, situato in Italia e di proprietà di una società estera con sede in un Paese dell’Unione Europea, effettuata nei confronti di conduttori privati (persone fisiche non esercenti attività d’impresa), la società estera è tenuta ad aprire una posizione IVA in Italia e ad emettere fattura non imponibile ex art. 10, n. 8, del D.P.R. n. 633/1972? In alternativa, può avvalersi della dispensa dagli obblighi IVA di cui all’art. 36-bis del D.P.R. n. 633/1972, evitando così l’apertura della partita IVA italiana? In tal caso, quali adempimenti residui restano in capo alla società estera?

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