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Notizie del 8 agosto 2019



NEWS - AGEVOLAZIONI

Resto al Sud, firmato il decreto per l'ampliamento della misura


Il Ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, ha firmato il decreto che apporta alcune modifiche alla misura denominata “Resto al Sud”, al fine di incentivare maggiormente le attività imprenditoriali in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, rivolgendosi sia ai giovani imprenditori sia ai liberi professionisti di età compresa tra i 18 e 45 anni.

Si ricorda che con il Parere 16 luglio 2019, n. 2063, il Consiglio di Stato aveva formulato alcuni rilievi in merito allo schema di decreto che prevede modifiche al D.M. 9 novembre 2017, n. 174, relativo all'agevolazione in commento. Per i giudici amministrativi, in particolare, il provvedimento segnala le seguenti criticità (pur sottolineando la valenza positiva della misura nel suo insieme):

  1. posto che solo i soggetti di età compresa tra i 18 e i 45 anni possono accedere agli incentivi in esame, si pone il problema dell’individuazione dell’effettivo beneficiario/titolare degli aiuti nei casi in cui tali soggetti abbiano assunto la forma giuridica di società; in altri termini, non è dato intendere se in quest’ultimo caso il beneficiario sia il singolo socio (in possesso dei requisiti richiesti) che abbia richiesto e ottenuto l’agevolazione, oppure la società di cui fa parte;
  2. relativamente alle attività libero-professionali, la norma non appare chiara.

Al riguardo si ricorda quanto segue:

  1. l'art. 1, comma 601, della legge di Bilancio 2019 (Legge 30 dicembre 2018, n. 145) ha modificato la disciplina dell’agevolazione “Resto al Sud”, disciplinata dall’art. 1 del D.L. 20 giugno 2017, n. 91, convertito con modifiche dalla Legge 3 agosto 2017, n. 123. In particolare:
    1. passa da 35 a 45 anni il limite di età entro il quale è possibile accedere all’incentivo;
    2. sono ammesse anche le attività libero-professionali;
  2. sono ammessi all'incentivo i soggetti che alla data di presentazione della domanda:
    1. hanno un’età compresa tra 18 anni (compiuti) e 35 anni (cioè non si deve ancora aver compiuto 36 anni). Per le sole domande presentate nel 2018, peraltro, la data da prendere in considerazione è il 21 giugno 2017;
    2. sono residenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia. Possono presentare la domanda di accesso all’agevolazione anche coloro che sono residenti in una regione diversa da quelle indicate, purché vi trasferiscano la residenza entro 60 giorni dall’eventuale esito positivo della valutazione (120 giorni se si risiede all’estero);
    3. non sono titolari di un’attività d’impresa in esercizio alla data del 21 giugno 2017. Ciò significa che in caso di ditta individuale, non si dev’essere titolari di una partita Iva “movimentata”; in caso di società, invece, non si deve essere rappresentanti legali di società iscritte al Registro delle imprese e attive. Invitalia precisa che la titolarità di impresa viene valutata al 21 giugno 2017; quindi non si può presentare la domanda se si risulta titolare di un’impresa in esercizio a quella data, anche se nel frattempo l’impresa è cessata o è stata ceduta;
    4. non hanno ricevuto negli ultimi tre anni altre agevolazioni nazionali per a favore dell’autoimprenditorialità.




NEWS - IMPRESE, PROFESSIONISTI

Quote-latte e Direttiva MiFID II: le ultime novità dal Consiglio dei Ministri


Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti per il settore lattiero-caseario; tra le principali novità del provvedimento, si segnala il differimento al 31 dicembre 2019 della sospensione delle procedure di riscossione coattiva degli importi relativi al prelievo supplementare latte, nonché dei relativi termini di prescrizione e di impugnazione e opposizione all’esecuzione e agli atti esecutivi.

La misura si è resa necessaria - si legge in un comunicato stampa diffuso da Palazzo Chigi - “al fine di consentire l’espletamento, nelle more della sospensione, delle indispensabili verifiche amministrative”.

Nella stessa seduta è stato inoltre approvato, in via preliminare, un decreto legislativo che modifica ed integra il D.Lgs. 3 agosto 2017, n. 129 (emanato in attuazione della Direttiva 15 maggio 2014, n. 2014/65/UE, relativa ai mercati degli strumenti finanziari).

Il provvedimento recepisce la nuova direttiva MiFID II e attua il Regolamento Ue n. 1286/2014, relativi alla trasparenza degli strumenti finanziari e alla conseguente protezione degli investitori con particolare riguardo ai documenti contenenti le informazioni chiave degli strumenti finanziari (KID).




NEWS - COMMERCIALISTI

Può essere integrata la delibera di apertura del procedimento disciplinare


La delibera di apertura del procedimento disciplinare deve possedere i requisiti prescritti dall'art. 9, secondo comma, del Regolamento per l'esercizio della funzione disciplinare territoriale, e quindi:

  1. una succinta motivazione;
  2. l'indicazione dei fatti dei quali si contesta la rilevanza disciplinare;
  3. l'indicazione delle norme di legge o del codice deontologico che si ritengono violate;
  4. l'indicazione del responsabile del procedimento ai sensi della Legge 7 agosto 1990, n. 241;
  5. la menzione che l'iscritto ha facoltà di farsi assistere da un avvocato o da un altro iscritto all'albo.

Al riguardo, con il Pronto Ordini 30 luglio 2019, n. 113/2019, il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili ha precisato quanto segue:

  1. si tratta di elementi che devono essere necessariamente presenti nella delibera di apertura del procedimento disciplinare, in quanto “hanno la finalità di garantire il diritto di difesa del soggetto incolpato”;
  2. qualora la delibera risulti viziata per mancanza di uno o più degli elementi indicati, il Consiglio di Disciplina territoriale potrà disporre l'integrazione del capo di incolpazione oppure l'apertura di un altro procedimento disciplinare.




NEWS - IVA

Nota di variazione anche quando la cessione dei beni deriva da furto o truffa


Ai sensi dell'art. 26, comma 2, del D.P.R. 633/72, al cedente è riconosciuto il diritto di portare in detrazione l’imposta corrispondente alla variazione, quando l’operazione viene meno in tutto o in parte “in conseguenza di dichiarazione di nullità, annullamento, revoca, risoluzione, rescissione e simili” nonché “per mancato pagamento in tutto o in parte a causa di procedure concorsuali o di procedure esecutive individuali rimaste infruttuose”.

Nell'ambito applicativo della norma citata, rientrano anche le ipotesi di furto e truffa, sempreché al momento dell’emissione delle fatture attive, il contribuente non sapesse e non potesse ragionevolmente sapere che si trattasse, appunto, di uno di tali fatti illeciti: lo ha precisato l'Agenzia delle Entrate con la Risposta all'istanza di interpello 7 agosto 2019, n. 331.

Al riguardo si richiama la sentenza 31 maggio 2018, cause riunite C-660/16 e C-661/16, punti 49, 51 e dispositivo, con la quale la Corte di Giustizia Ue - con riferimento ad una fattispecie analoga, concernente il riconoscimento del diritto alla detrazione Iva a fronte di un acconto pagato per una cessione di beni mai avvenuta a causa di una truffa - affermò che il diritto alla rettifica “potrà tuttavia essere negato al suddetto acquirente qualora si accerti, alla luce di elementi oggettivi, che (...) egli sapeva o non poteva ragionevolmente ignorare che la realizzazione di tale cessione era incerta”.

Di conseguenza, la possibilità di recuperare l’Iva mediante l’emissione delle note di variazione è subordinata al presupposto che il venditore - al momento dell’emissione delle fatture attive - non sapeva o non poteva ragionevolmente sapere che tale cessione era da considerare nulla perché oggetto di frode (nella fattispecie posta all'esame delle Entrate, perpetrata da un suo agente).

Tale condizione dev'essere accertata sulla base di elementi oggettivi. Si consideri inoltre che l'emissione della nota di variazione consente l’esercizio del diritto alla detrazione dell’Iva solo nei termini indicati dall’art. 19 del decreto Iva, e quindi non oltre la dichiarazione relativa all'anno in cui il diritto alla detrazione è sorto e alle condizioni esistenti al momento della nascita del diritto medesimo. In caso di truffa, il dies a quo coincide con la data in cui la sentenza che ha accertato la truffa è divenuta irrevocabile.




NEWS - LAVORO AUTONOMO

Malattia dei professionisti, Cndcec e Anc apprezzano il ddl della “Consulta dei parlamentari commercialisti”


Ieri la “Consulta dei parlamentari commercialisti” ha presentato il primo disegno di legge trasversale sull'attività dei lavoratori autonomi e professionisti: si propone in particolare la sospensione della decorrenza dei termini relativi ad adempimenti a carico del libero professionista in caso di malattia o di infortunio.

L'iniziativa ha incontrato il consenso del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, che attraverso il suo presidente, Massimo Miani, ha apprezzato non soltanto il metodo ma anche il merito delle proposte avanzate. Anche per il consigliere nazionale delegato a “Compensi ed onorari professionali”, Giorgio Luchetta, si tratta di un’iniziativa che rappresenta “un segnale di inversione di tendenza e di un cambio di paradigma estremamente importante”.

Al riguardo si registra anche una presa di posizione dell'Anc (Associazione nazionale commercialisti), la quale - attraverso un comunicato stampa - ricorda che “da oltre due lustri chiede alla politica di sanare un vuoto normativo che lede gravemente il diritto dei professionisti alla tutela della salute, con la compromissione della qualità della loro vita e della possibilità di svolgere il proprio lavoro con la dovuta tranquillità”. La natura trasversale del disegno di legge - ha affermato il presidente dell'associazione, Marco Cuchel - “fa ben sperare sull’esito dell’iter parlamentare che ci si augura abbia tempi ridotti e si concluda positivamente”.




NEWS - IVA

Depositi fiscali, il Fisco spiega le nuove regole sull'immissione in consumo dei carburanti


L'art. 1, commi da 937 a 943 , della Legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di bilancio 2018) aveva modificato la disciplina relativa all’immissione in consumo da un deposito fiscale o all’estrazione da deposito di destinatario registrato - di cui agli articoli 23 e 8 del D.Lgs. 26 ottobre 1995, n. 504 (Testo Unico Accise), di carburanti per motori e di altri prodotti carburanti o combustibili.

La norma è stata successivamente attuata con il D.M. 13 febbraio 2018. In merito a tali novità è intervenuta ora la Circolare 7 agosto 2019, n. 18/E , contenente una serie di chiarimenti.

In particolare, è stato precisato che:

  1. la norma citata si riferisce ai depositi utilizzati solo per la custodia dei carburanti per motori e di altri prodotti carburanti o combustibili e non quelli di produzione di cui all’art. 23, comma 1, del Testo Unico Accise. Tali depositi, pur non essendo depositi Iva di cui all’art. 50-bis del D.L. 30 agosto 1993, n. 331, ne assumono alcune caratteristiche mutuandone, seppure in parte, la relativa disciplina;
  2. i criteri di affidabilità si considerano integrati in presenza di almeno una delle seguenti condizioni:
    a. il soggetto è certificato ai sensi degli articoli 38 e seguenti del Regolamento Ue 9 ottobre 2013, n. 952/2013;
    b. il soggetto è esonerato dall’obbligo di prestare cauzione ai sensi dell’art. 90 del D.P.R. 23 gennaio 1973, n. 43;
    c. il soggetto è esonerato dall’obbligo di prestare cauzione ai sensi dell’art. 5, comma 3, lettera a), del D.Lgs. 26 ottobre 1995, n. 504, relativamente al deposito fiscale di cui è titolare;
  3. in caso di omesso o insufficiente versamento dell'Iva, è prevista la responsabilità solidale del gestore del deposito fiscale o del destinatario registrato, con il soggetto per conto del quale è stata effettuata l’immissione in consumo dei carburanti o l’estrazione degli stessi dal deposito.

Le sanzioni non sono comunque irrogate per le violazioni commesse fino al 6 agosto 2019, in presenza di “obiettive condizioni di incertezza”, ai sensi dell'art. 10, comma 3, dello Statuto del Contribuente (Legge n. 212/2000), semprechè l’imposta sia stata assolta.




NEWS - VERIFICHE FISCALI

Contraddittorio obbligatorio negli accertamenti da studi di settore


Per le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, la procedura di accertamento tributario standardizzato mediante l'applicazione dei parametri o degli studi di settore costituisce un sistema di presunzioni semplici, la cui gravità, precisione e concordanza non è 'ex lege' determinata dallo scostamento del reddito dichiarato rispetto agli 'standards' in sé considerati, ma nasce solo in esito al contraddittorio da attivare obbligatoriamente (pena la nullità dell'accertamento) con il contribuente (Sezioni Unite, 18 dicembre 2009, n. 26635).

Secondo la giurisprudenza di legittimità, inoltre:

  1. in sede di contraddittorio, il contribuente ha l'onere di provare, senza alcuna limitazione di mezzi e di contenuto, la sussistenza di condizioni che giustificano l'esclusione dell'impresa dall'area dei soggetti cui possono essere applicati gli “standards” o la specifica realtà dell'attività economica nel periodo di tempo in esame;
  2. la motivazione dell'atto di accertamento non può esaurirsi nel rilievo dello scostamento, ma dev'essere integrata con la dimostrazione dell'applicabilità in concreto dello “standard” prescelto e con le ragioni per le quali sono state disattese le contestazioni sollevate dal contribuente;
  3. l'esito del contraddittorio non condiziona peraltro l'impugnabilità dell'accertamento, potendo la Commissione tributaria liberamente valutare tanto l'applicabilità degli “standards” al caso concreto, da dimostrarsi dall'ente impositore, quanto la controprova offerta dal contribuente;
  4. quest'ultimo non è vincolato alle eccezioni sollevate nella fase del procedimento amministrativo e dispone della più ampia facoltà, incluso il ricorso a presunzioni semplici, anche se non abbia risposto all'invito al contraddittorio in sede amministrativa, restando inerte;
  5. in quest'ultimo caso, tuttavia, egli assume le conseguenze di questo suo comportamento, in quanto l'Ufficio può motivare l'accertamento sulla sola base dell'applicazione degli “standards”, dando conto dell'impossibilità di costituire il contraddittorio con il contribuente, nonostante il rituale invito, e il giudice può valutare, nel quadro probatorio, la mancata risposta all'invito.

I principi che precedono sono stati confermati da ultimo dalla quinta sezione tributaria della Suprema Corte con l'ordinanza 28 marzo 2019, n. 20738, depositata lo scorso 1° agosto.




NEWS - BOLLO AUTO

Alla Corte di Giustizia la possibilità per le Regioni di affidare senza gara la gestione della tassa automobilistica


Sarà la Corte di Giustizia Ue a stabilire se è legittima una norma regionale che consente l'affidamento diretto, senza gara, dei servizi relativi alla gestione della tassa automobilistica: la questione è stata sollevata (con riferimento all'art. 1, comma 121, della legge regionale Campania 7 agosto 2014, n. 16) dalla quinta sezione del Consiglio di Stato con l'ordinanza 4 luglio 2019, n. 5581 , depositata lo scorso 6 agosto.

Per i giudici amministrativi, in particolare, gli accordi tra enti pubblici che risultano sottratti all'applicazione del codice e delle direttive emanate in materia di appalti e concessioni sono solo quelli che disciplinano attività non deducibili in contratti di diritto privato, ma inquadrabili nelle funzioni pubbliche comuni alle parti, senza corrispettivo.

Qualora, invece, rispetto all’accordo, un’amministrazione pubblica si ponga come un operatore economico prestatore di servizi e verso un corrispettivo (anche senza che ne derivi un utile economico ma solo il rimborso dei costi di produzione del servizio) non è possibile parlare di partenariato tra enti pubblici per il perseguimento di funzioni di servizio pubblico comune: in tal caso, infatti, si sarebbe in presenza di un contratto a prestazioni corrispettive, soggetto all’applicazione delle norme ad evidenza pubblica.





NEWS - IMPRESE

Al via il Fondo Nazionale Innovazione


Nei giorni scorsi Invitalia ha concluso l’operazione di cessione di una partecipazione pari al 70 per cento del capitale sociale detenuto nella società di gestione del risparmio Invitalia Ventures SGR: si tratta di un passaggio - previsto dalla legge di Bilancio 2019 (Legge 30 dicembre 2018, n. 145) - che permette la costituzione del Fondo Nazionale Innovazione, “veicolo Invitalia-CDP che - spiega il Ministero dello Sviluppo economico - rappresenterà il perno della politica industriale in ambito startup e innovazione”.

Il Fondo, con una dotazione iniziale di un miliardo di euro, opererà attraverso investimenti diretti in startup e Pmi innovative.




NEWS - VERSAMENTI

Aggiornate le tabelle dei codici tributo


Le tabelle dei codici tributo sono state aggiornate con l'inserimento del codice “Z161”, istituito con la Risoluzione 5 agosto 2019, n. 73/E, e la riattivazione “a credito” del codice “3895”.

Si ricorda che il citato codice tributo “Z161” è stato istituito ai fini dell’utilizzo in compensazione (con il modello F24) delle agevolazioni riconosicute a favore delle imprese localizzate nella zona franca urbana istituita nel territorio della Città metropolitana di Genova.

Il codice tributo “6890”, denominato “ECOBONUS - Utilizzo in compensazione del credito d’imposta ceduto ai sensi dell’art. 14, commi 2-ter e 2-sexies, del D.L. 4 giugno 2013, n. 63 e successive modificazioni”, invece, potrà essere utilizzato anche ai fini della compensazione del credito d'imposta ceduto, corrispondente all'importo della detrazione spettante per gli interventi di riqualificazione energetica (Ecobonus) su singole unità immobiliari, è valido il codice tributo “6890”).




NEWS - PROFESSIONISTI

“Sostenibilità aziendale”: le proposte del Cndcec


Si intitola “Sostenibilità aziendale e sviluppo professionale. Corporate governance e risk management” il documento predisposto dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, con l'obiettivo di illustrare i cambiamenti intervenuti nelle attività professionali connesse ai processi di disclosure aziendale e nella valutazione delle variabili dell’economia della “sostenibilità”.

In tale contesto assume un ruolo determinante la recente riforma della disciplina relativa al no profit, introdotta nel nostro ordinamento principalmente con l'istituzione del Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 117), accompagnata dalla riforma delle norme dettate per le imprese sociali e in merito al contributo del cinque per mille.

Il presidente del Cndcec, Massimo Miani, ha sottolineato come l’evoluzione normativa e la percezione sociale delle tematiche inerenti alla sostenibilità economico-produttiva generano conseguenze non trascurabili sull’esercizio delle funzioni proprie del consiglio di amministrazione, “che ha un ruolo nel governo della sostenibilità sotto diversi profili, tra i quali la formulazione delle strategie aziendali; la predisposizione dei presidi ai fini della gestione di svariate tipologie di rischi; l’articolazione del sistema di remunerazione in rapporto agli obiettivi strategici dell’impresa e, dunque, anche a quelli di sostenibilità”.

Sull'importanza dell’impatto delle tematiche inerenti alla sostenibilità economico-produttiva e della sustainability disclosure su diverse tipologie di attività professionali e aziendali si è invece soffermato Massimo Scotton, consigliere nazionale delegato all’area del Diritto societario.

Il documento – nel quale vengono trattati anche i profili di responsabilità civile e penale degli organi di controllo e degli amministratori – si conclude con una raccomandazione di indirizzo, con l'auspicio che vengano intraprese azioni finalizzate ad accrescere la “sostenibilità” delle imprese.