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Notizie del 16 novembre 2018



NEWS - MANOVRA 2019

Via dal condono la dichiarazione integrativa


Il Governo sarebbe intenzionato a togliere la dichiarazione integrativa speciale dal decreto collegato alla Manovra (D.L. 23 ottobre 2018, n. 119 ): la linea sarebbe emersa nel corso del vertice di maggioranza che si è tenuto ieri.

Tale sanatoria verrebbe sostituita dalla definizione agevolata degli omessi versamenti. Si ricorda che l'art. 9 del provvedimento – ora all'esame del Parlamento – prevede la possibilità di correggere errori od omissioni ed integrare le dichiarazioni fiscali presentate entro il 31 ottobre 2017 ai fini dei seguenti tributi:

  •     imposte sui redditi e relative addizionali;
  •     imposte sostitutive delle imposte sui redditi;
  •     ritenute;
  •     contributi previdenziali;
  •     Irap;
  •     Iva.

Il contribuente è tenuto a:

  1. inviare una dichiarazione integrativa speciale all’Agenzia delle Entrate (ai sensi dell’art. 3 del D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322) per uno o più periodi d’imposta per i quali, alla data di entrata in vigore del decreto, non sono scaduti i termini per l’accertamento;
  2. versamento in un’unica soluzione l’importo dovuto, entro il 31 luglio 2019, senza avvalersi della compensazione.

Il versamento può essere ripartito in 10 rate semestrali di pari importo e in tal caso il pagamento della prima rata dev’essere effettuato entro il 30 settembre 2019.




NEWS - "PACE FISCALE"

Sanatoria di avvisi di accertamento e di rettifica: alla cassa entro venerdì 23 novembre


Entro il prossimo 23 novembre 2018 dovrà essere effettuato il versamento - in un'unica soluzione o della prima rata - degli importi dovuti per la definizione agevolata dei seguenti atti:

  1. avvisi di accertamento, avvisi di rettifica e di liquidazione ed atti di recupero. In alternativa, detto versamento dovrà essere effettuato entro il termine di proposizione del ricorso di cui all’art. 15, comma 1, del D.Lgs. 19 giugno 1997, n. 218, ma soltanto qualora quest'ultimo sia più ampio rispetto alla citata scadenza del 23 novembre; in questo caso il termine tiene conto della sospensione derivante da eventuali istanze di adesione ai sensi dell’art. 6, comma 2, del D.Lgs. n. 218/1997 e da eventuali istanze per lo scomputo delle perdite di cui agli articoli 42, comma 4, e 40-bis, comma 3, del D.P.R. n. 600/1973, n. 600, e articoli 7, comma 1-ter , e 9-bis, comma 2, del D.Lgs. n. 218/1997 (Modello IPEC e/o Modello IPEA), presentate entro il 23 ottobre 2018.
    Si tenga presente infine che il contribuente che intende avvalersi della definizione agevolata, è tenuto a rinunciare a tali istanze;
  2. inviti al contraddittorio. 

È quanto prevede l'art. 2 del decreto-legge collegato alla Manovra (D.L. 23 ottobre 2018, n. 119), e confermato dall'Agenzia delle Entrate con il provvedimento direttoriale 9 novembre 2018, n. 298724 .

Si ricorda infine che per le definizioni di cui sopra è possibile optare per il versamento rateale, fino a 20 rate trimestrali di pari importo.

Al riguardo la norma precisa quanto segue:

  1. le rate successive alla prima devono essere versate entro l’ultimo giorno di ciascun trimestre;
  2. sull’importo delle rate successive alla prima sono dovuti gli interessi legali calcolati dal giorno successivo al termine di versamento della prima rata;
  3. in caso di inadempimento nei pagamenti rateali si applica l’art. 15-ter del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602;
  4. entro 10 giorni dal versamento della prima rata, il contribuente è tenuto a consegnare all’ufficio competente la quietanza dell’avvenuto pagamento.




NEWS - ACCERTAMENTO

Rottamazione macchine agricole, i controlli sugli incentivi restano di competenza delle Entrate


L'art.11 del D.M. 1° agosto 2001 - emanato in attuazione dell'art. 17, comma 34, della Legge 27 dicembre 1997, n. 449 (Finanziaria 1998) - assegna al Ministero delle Politiche agricole e alle Regioni la vigilanza, mediante controlli a campione, sulla corretta applicazione delle norme che disciplinano l'erogazione dei contributi per l'ammodernamento del parco agro-meccanico (incentivi alla rottamazione delle macchine agricole).

Al riguardo, con l'ordinanza 19 agosto 2018, n. 29327 - depositata lo scorso 14 novembre - la Corte di Cassazione ha sottolineato che l'attribuzione al Ministero delle Politiche agricole di un potere di controllo sulla sussistenza dei requisiti per beneficiare di tali specifiche agevolazioni fiscali, non include alcun trasferimento ad esso del potere di verifica fiscale e di riscossione dei tributi.

Tali poteri, infatti, sono stati attribuiti in via generale all'Agenzia delle Entrate dall'art. 62 del D.Lgs. n. 30 luglio 1999, n. 300.

In tale ambito - hanno precisato nell'occasione i giudici di legittimità - rientra anche la competenza in ordine alla liquidazione, mediante procedura automatizzata, delle imposte dovute sulla base delle dichiarazioni presentate dai contribuenti (art. 36-bis del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600).

Si ricorda che ai sensi dei commi primosecondo del richiamato art. 62 del D.Lgs. n. 300/1999:

  1. all'Agenzia delle Entrate sono attribuite tutte le funzioni concernenti le entrate tributarie erariali che non sono assegnate alla competenze di altre agenzie, amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, enti od organi;
  2. l'Agenzia è competente a svolgere i servizi relativi alla amministrazione, alla riscossione e al contenzioso dei tributi diretti e dell'Iva, nonchè di tutte le imposte, diritti o entrate erariali o locali, entrate anche di natura extratributaria, già di competenza del Dipartimento delle Entrate o affidati alla sua gestione in base alla legge o ad apposite convenzioni stipulate con gli enti impositori o con gli enti creditori.






NEWS - IVA, AGEVOLAZIONI

Pubblicazioni elettroniche, in Gazzetta la Direttiva UE che autorizza l’Iva ridotta


È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale UE n. L 286 la Direttiva 6 novembre 2018, n. 2018/1713 , che autorizza gli Stati membri dell’Unione europea ad applicare l'aliquota Iva agevolata, super ridotta o pari a zero, prevista per i prodotti editoriali su supporti fisici (su carta e digitali), anche alle pubblicazioni elettroniche. La nuova Direttiva entrerà in vigore il 4 dicembre 2018.

Viene in particolare modificata la Direttiva n. 2006/112/CE del 28 novembre 2006, in base alla quale i servizi forniti per via elettronica sono sottoposti ad aliquota Iva standard non inferiore al 15%, mentre le pubblicazioni su supporto fisico (libri, giornali e riviste ) possono beneficiare di aliquote non standard.

Per effetto delle nuove disposizioni, che modificano gli artt. 9899 della predetta Direttiva n. 2006/112/CE, gli Stati membri potranno:

  1. applicare un’aliquota Iva ridotta alla fornitura di libri, giornali e periodici, inclusi quelli in locazione nelle biblioteche forniti sia su supporti fisici sia per via elettronica o in entrambi i formati;
  2. estendere le aliquote Iva super ridotte o pari a zero, già applicate alle pubblicazioni su supporti fisici, anche a quelle fornite per via elettronica.

Sono invece escluse dall'agevolazione le pubblicazioni interamente o essenzialmente destinate alla pubblicità, nonchè le pubblicazioni consistenti interamente o essenzialmente in contenuto video o audio musicale.

Si ricorda che in Italia è prevista, ai sensi dell’art. 1, comma 667, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, l’applicazione dell’aliquota Iva del 4% (di cui alla tabella A , parte II, n. 18, D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633) a giornali, notiziari quotidiani, dispacci delle agenzie di stampa, libri e periodici identificati da codice ISBN o ISSN e veicolati attraverso qualsiasi supporto fisico o tramite mezzi di comunicazione elettronica.




NEWS - CODICE CIVILE

Per le società in arrivo l'obbligo di istituire un adeguato assetto amministrativo e contabile


Le società - in particolare, tutti gli imprenditori diversi dall'imprenditore individuale - saranno tenute a:

  1. istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile “adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa”, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale;
  2. attivarsi “senza indugio” per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale.

È quanto prevede il nuovo art. 2086, comma 2, nella versione proposta dall'art. 374 del Codice delle crisi d'impresa, approvato nei giorni scorsi in via preliminare dal Consiglio dei Ministri (in attuazione della Legge 19 ottobre 2017, n. 155).

La modifica in commento attua una precisa indicazione contenuta nella legge-delega.




NEWS - SANZIONI

Miani: la moratoria sanzioni su fatturazione elettronica non è un condono


Il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Massimo Miani, è intervenuto in materia di fatturazione elettronica.

In particolare, secondo Miani l’emendamento che proroga a tutto il 2019 la moratoria sulle sanzioni collegate all’obbligatorietà della fatturazione elettronica anche tra privati “non è certamente un condono, ma una misura di assoluto buon senso che rende meno traumatico un passaggio delicatissimo che vedrà inevitabilmente grandi difficoltà applicative nella sua fase di avvio”.




NEWS - IMPOSTE DIRETTE, INDIRETTE

Le condizioni in presenza delle quali la scissione parziale non proporzionale asimmetrica non è elusiva


Con la risposta all'istanza di consulenza giuridica 15 novembre 2018, n. 2 , l'Agenzia delle Entrate ha escluso il carattere abusivo - ai sensi dell’art. 10-bis della Legge 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto del contribuente) – di un'operazione di scissione parziale non proporzionale asimmetrica effettuata da due società (A e B) in modo che ai soci uscenti vengano assegnate le quote/azioni della società possedente gli immobili di pertinenza.

Nella fattispecie sottoposta all'esame del Fisco, in particolare, è stata realizzata una scissione parziale per effetto della quale il gruppo familiare riferibile ai signori X risulterà unico proprietario della A, e il gruppo familiare facente capo ai signori Y risulterà unico proprietario di B, ciascuno con patrimoni composti dalle quote di patrimonio provenienti reciprocamente dalle due società originarie.

L'operazione appare fisiologica nell’ambito di una riorganizzazione delle due società, volta a consentire a ciascun gruppo familiare di continuare la gestione commerciale già di propria pertinenza e di godere del vantaggio patrimoniale e finanziario derivante dalla proprietà e gestione di immobili dati in locazione.

Nella risposta, l'Agenzia ha sottolineato tra l'altro quanto segue:

  1. in linea di principio, la scissione è fiscalmente neutrale, ai sensi dell’art. 173 del Tuir, e il passaggio del patrimonio della società scissa ad una o più società beneficiarie - che non usufruiscano di un sistema di tassazione agevolato - non determina la fuoriuscita degli elementi trasferiti dal regime ordinario d’impresa;
  2. i plusvalori relativi ai componenti patrimoniali trasferiti dalla società scissa alla beneficiaria, mantenuti provvisoriamente latenti, concorreranno alla formazione del reddito secondo le regole ordinarie al momento in cui i beni fuoriusciranno dall'impresa (perchè ceduti a titolo oneroso, oggetto di risarcimento per la loro perdita o danneggiamento, assegnati ai soci o, infine, destinati a finalità estranee all’esercizio dell’impresa);
  3. la scissione dev'essere sottoposta a registrazione, ai sensi dell’art. 4, comma 1, lettera b), della Tariffa, parte prima, allegata al D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, con l'applicazione dell’imposta nella misura fissa di 200 euro;
  4. all’operazione di scissione parziale proporzionale si applicano gli artt. 2, comma 3, e 19-bis2, comma 7, del D.P.R. n. 26 ottobre 1972, n. 633.




NEWS - AGEVOLAZIONI

L'Abi chiede di non applicare commissioni ai bonifici diretti alle popolazioni colpite da calamità


Con un comunicato diffuso ieri sul proprio sito, l'Associazione bancaria italiana (Abi) ha reso noto di aver chiesto alle banche associate di accogliere la richiesta di non riscuotere commissioni su bonifici e trasferimenti di fondi disposti a favore delle popolazioni colpite dalle calamità naturali, nonché di destinare gli importi corrispondenti alle commissioni, eventualmente già applicate, a favore delle iniziative di raccolta fondi.

Tali richieste erano state presentate dalle Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia.




NEWS - FATTURA ELETTRONICA

Garante privacy: la fattura elettronica va cambiata, rischio per i dati personali


Il Garante della privacy ha emanato un Provvedimento nei confronti dell'Agenzia delle Entrate con il quale esprime il proprio parere negativo in merito alla fattura elettronica, nella formulazione attualmente prevista, sottolineando criticità relative al trattamento dei dati personali. 

Nel documento l’Autorità guidata da Antonello Soro ha elencato una serie di problematiche legate all’obbligo di fatturazione elettronica, previsto a partire dal 1° gennaio 2019.

“Un trattamento sistematico, generalizzato e di dettaglio di dati personali su larga scala” il quale risulta essere  “sproporzionato rispetto all’obiettivo di interesse pubblico, pur legittimo”.

Le principali criticità evidenziate dal Garante riguardano la fase di archiviazione dei dati, che interesserà non solo i dati obbligatori a fini fiscali ma anche informazioni di dettaglio sui beni e servizi acquistati, relative quindi alle abitudini ed alle tipologie di consumo, fino ad arrivare a descrizioni di prestazioni sanitarie o legali

Problemi anche per quanto riguarda gli intermediari delegabili dal contribuente per la trasmissione, la ricezione e la conservazione delle fatture elettroniche. In alcuni casi, infatti, l’operatore si troverà a gestire una moltitudine di dati personali, con relativo aumento del rischio durante la gestione delle fatture.

Infine, censure anche per la sicurezza circa la fase di trasmissione attraverso il SDI e gli ulteriori servizi offerti dall’Agenzia vista la mancanza di una cifratura per la fattura elettronica.

Questa situazione, conclude il Garante della privacy, poteva essere evitata con una preventiva consultazione dell’Autorità da parte dell’Agenzia delle Entrate - come del resto previsto dal Codice della privacy e dal Regolamento GDPR - prima di emanare i Provvedimenti direttoriali in merito alle regole tecniche della fattura elettronica (Provvedimento 30 aprile 2018, n. 89757 e Provvedimento 5 novembre 2018, n. 291241).




NEWS - REATI FISCALI

Di nuovo davanti alla Consulta la prescrizione delle frodi Iva


È previsto per il 21 novembre l'esame da parte della Corte Costituzionale della questione di legittimità costituzionale della disciplina relativa alla prescrizione dei procedimenti riguardanti frodi Iva.

Al riguardo si ricorda quanto segue:

  1. con la sentenza 20 marzo 2018, n. 17401 (depositata lo scorso 18 aprile), la quarta sezione penale della Corte di Cassazione ha stabilito che per le frodi Iva commesse anteriormente all'8 settembre 2015 continuano ad applicarsi le norme sulla prescrizione contenute nel codice penale;
  2. con la sentenza “Taricco” dell'8 settembre 2015 (causa C-105/14), la Corte di Giustizia Ue sottolineava l'inadeguatezza dei termini prescrizionali previsti dalla normativa italiana con riferimento ai procedimenti relativi alle frodi Iva;
  3. attraverso la sentenza resa nella causa C-42/17, depositata il 5 dicembre 2017, i medesimi giudici affermavano invece il principio secondo cui i requisiti di prevedibilità, determinatezza e irretroattività in materia penale si applicano, nell’ordinamento giuridico italiano, anche al regime di prescrizione relativo ai reati in materia di Iva;
  4. con la sentenza 12 luglio 2017, n. 45751 , la terza sezione penale della Corte di Cassazione (depositata il 5 ottobre 2017) aveva affermato che, a prescindere dalla questione dell'applicabilità dei principi sanciti dalla citata sentenza “Taricco”, questi sono comunque irrilevanti con riferimento alle condotte anteriori all'intervento della Corte di Giustizia. La sentenza richiamava anche le conclusioni alle quali era approdata la Corte Costituzionale con l'ordinanza n. 24/2017 , depositata il 26 gennaio 2017. In tale occasione, infatti, i giudici delle leggi avevano sottolineato che “appare (…) proporzionato che l’Unione rispetti il più elevato livello di protezione accordato dalla Costituzione italiana agli imputati, visto che con ciò non viene sacrificato il primato del suo diritto”. La questione veniva rimessa nuovamente all'esame della Corte di Giustizia Ue, chiamata a chiarire se l’esigenza di disapplicazione fosse compatibile con una base legale sufficientemente determinata e quando la prescrizione, come in Italia, è parte del diritto penale sostanziale e soggetta al principio di legalità.
    Sul punto, la Corte Costituzionale ricordava tra l'altro che:
    1. il regime legale della prescrizione è soggetto al principio di legalità in materia penale: è perciò necessario che sia analiticamente descritto, come avviene per il reato e la sanzione, da una norma in vigore al tempo in cui il fatto è stato commesso;
    2. “Non è possibile che il diritto dell’Unione fissi un obiettivo di risultato al giudice penale e che in difetto di una normativa che predefinisca analiticamente casi e condizioni, quest’ultimo sia tenuto a raggiungerlo con qualunque mezzo rinvenuto nell’ordinamento”;
  5. con un comunicato stampa del 10 aprile 2018, la Corte Costituzionale ha precisato che “I giudici non sono tenuti ad applicare la ‘regola Taricco’ sul calcolo della prescrizione, stabilita dalla Corte di Giustizia Ue con la sentenza dell’8 settembre 2015 per i reati in materia di Iva”.
    Ne deriva - hanno spiegato i giudici della Consulta - che anche per questi reati “rimangono applicabili gli articoli 160, ultimo comma, e 161 del Codice penale”.
    La questione era stata sollevata dalla Corte di Appello di Milano e dalla Corte di Cassazione (ordinanze n. 339/2015 e n. 212/2016).






NEWS - PROFESSIONISTI

Per il Cndcec, con la flat tax risparmi fiscali rilevanti per le partite Iva


Quest’anno sotto l’albero di Natale le partite Iva potrebbero trovare un bel regalo: l’estensione del regime forfettario disposta dalla legge di Bilancio (attualmente all’esame del Parlamento) potrebbe infatti condurre a rilevanti risparmi fiscali. Uno studio condotto dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili stima in circa due miliardi di euro l’importo “risparmiato” per effetto di questa misura.

Secondo la categoria professionale, nel 2019 i risparmi ammonteranno a 331 milioni, per poi salire a 1.925 milioni nel 2020, 2.500 milioni nel 2021 e assestarsi a 2.226 milioni a partire dal 2022. Si ricorda che – attraverso la sostituzione dei commi 54 e 55 all’art. 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015), è prevista l’introduzione, già dal 2019, della flat tax al 15 per cento per partite Iva e piccole imprese con ricavi e compensi fino a 65mila euro.

Non possono peraltro applicare l’imposta sostitutiva in esame:

  1. le persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini Iva o di regimi forfetari;
  2. i soggetti non residenti, ad eccezione di quelli residenti in uno Stato Ue o aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni e che producono in Italia redditi che costituiscono almeno il 75 per cento del reddito complessivamente prodotto;
  3. i soggetti che in via esclusiva o prevalente effettuano cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili di cui all’art. 10, comma 1, n. 8), del D.P.R. n. 633/1972, o di mezzi di trasporto nuovi di cui all’art. 53, comma 1, del D.L. 30 agosto 1993, n. 331, convertito con modifiche dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427;
  4. gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che partecipano contemporaneamente all’esercizio dell’attività, a società di persone, ad associazioni o imprese familiari di cui all’art. 5 del Tuir, oppure a Srl o ad associazioni in partecipazione;
  5. i soggetti che hanno percepito redditi di lavoro dipendente o redditi assimilati (di cui rispettivamente agli articoli 49 e 50 del Tuir) e che esercitano attività d’impresa, arti o professioni prevalentemente nei confronti anche di uno dei datori di lavoro dei due anni precedenti o, in ogni caso, nei confronti di soggetti agli stessi direttamente o indirettamente rconducibili.




NEWS - MANOVRA 2019

Allo studio l'estensione della “pace fiscale” alle violazioni formali lievi


Estensione della “pace fiscale” alle lievi irregolarità formali: lo prevede un emendamento al decreto collegato alla Manovra (D.L. 23 ottobre 2018, n. 119) che sarà presto presentato nelle competenti commissioni parlamentari.

La proposta, che avrebbe ottenuto il parere favorevole del Ministero dell'economia e finanze, prevede la possibilità di sanare la violazione con il versamento di 150 euro per ciascun periodo d'imposta interessato.

Si ricorda che ai sensi dell'art. 9 del decreto-legge:

  1. entro il 31 maggio 2019 il contribuente può correggere errori od omissioni ed integrare le dichiarazioni fiscali presentate entro il 31 ottobre 2017 ai fini dei seguenti tributi:
    1. imposte sui redditi e relative addizionali;
    2. imposte sostitutive delle imposte sui redditi;
    3. ritenute;
    4. contributi previdenziali;
    5. Irap;
    6. Iva;
  2. a tal fine, il contribuente è tenuto a:
    - inviare una dichiarazione integrativa speciale all’Agenzia delle Entrate (ai sensi dell’art. 3 del D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322) per uno o più periodi d’imposta per i quali, alla data di entrata in vigore del decreto, non sono scaduti i termini per l’accertamento;
    - versare in un’unica soluzione l’importo dovuto, entro il 31 luglio 2019, senza avvalersi della compensazione. Il versamento può essere ripartito in 10 rate semestrali di pari importo e in tal caso il pagamento della prima rata dev’essere effettuato entro il 30 settembre 2019;
  3. il perfezionamento della procedura decorre dal momento del versamento in unica soluzione o della prima rata;
  4. la definizione in esame non può essere esperita:
    - se il contribuente, essendone obbligato, non ha presentato le dichiarazioni fiscali anche solo per uno degli anni di imposta dal 2013 al 2016;
    - se la richiesta è presentata dopo che il contribuente ha avuto formale conoscenza di accessi, ispezioni, verifiche, inviti o questionari o dell'inizio di qualunque attività di accertamento amministrativo o di procedimenti penali, per violazione di norme tributarie, relativi all'ambito di applicazione della procedura;
    - per l’emersione di attività finanziarie e patrimoniali costituite o detenute all’estero, per i redditi prodotti in forma associata di cui all'art. 5 del Tuir e dai contribuenti che hanno esercitato l'opzione per la trasparenza fiscale (con riferimento alle imposte dovute sui maggiori redditi di partecipazione ad essi imputabili per i rilievi formulati a seguito di atti a carico delle società dagli stessi partecipate);
  5. l’integrazione degli imponibili è ammessa nel limite di 100mila euro di imponibile annuo, e comunque di non oltre il 30 per cento di quanto già dichiarato. In caso di dichiarazione di un imponibile minore di 100.000 euro, nonché in caso di dichiarazione senza debito di imposta per perdite di cui agli artt. 8 e 84 del Tuir, l’integrazione degli imponibili è comunque ammessa fino a 30mila euro;
  6. sul maggior imponibile integrato - per ciascun anno di imposta - si applica, senza sanzioni, interessi e altri oneri accessori:
    - un’imposta sostitutiva determinata applicando sul maggior imponibile Irpef o Ires un’aliquota pari al 20 cento ai fini delle imposte sui redditi e relative addizionali, delle imposte sostitutive delle imposte sui redditi, dei contributi previdenziali e dell'Iva;
    - un'imposta sostitutiva determinata applicando sulle maggiori ritenute un'aliquota pari al 20 per cento;
    - l'aliquota media per l'Iva, risultante dal rapporto tra l'imposta relativa alle operazioni imponibili, diminuita di quella relativa alle cessioni di beni ammortizzabili, e il volume d'affari dichiarato, tenendo conto dell'esistenza di operazioni non soggette ad imposta o soggette a regimi speciali. Nei casi in cui non è possibile determinare l'aliquota media, si applica l'aliquota ordinaria.




NEWS - PROCEDURE CONCORSUALI

All'istanza di accesso alle procedure di regolazione della crisi va allegata la “certificazione” dei debiti fiscali


Il debitore che presenta un'istanza di accesso ad una delle procedure di regolazione della crisi o dell’insolvenza, è tenuto a depositare in Tribunale:

  1. le scritture contabili e fiscali obbligatorie;
  2. le dichiarazioni dei redditi relative ai tre esercizi o anni precedenti (oppure l'intera esistenza dell'impresa o dell’attività economica o professionale, se questa ha avuto una minore durata);
  3. i bilanci relativi agli ultimi tre esercizi;
  4. una relazione sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria aggiornata;
  5. uno stato particolareggiato ed estimativo delle sue attività;
  6. l'elenco nominativo dei creditori e l'indicazione dei rispettivi crediti e delle cause di prelazione;
  7. l'elenco nominativo dei soggetti che vantano diritti reali e personali su cose in suo possesso e l'indicazione delle cose stesse e del titolo da cui sorge il diritto;
  8. una “idonea certificazione” concernente i debiti fiscali, contributivi e per premi assicurativi;
  9. una relazione riepilogativa degli atti di straordinaria amministrazione compiuti nel quinquennio anteriore.

È quanto prevedono i commi primo e secondo dell'art. 39 del nuovo Codice delle crisi d'impresa, approvato nei giorni scorsi in via preliminare dal Consiglio dei Ministri (in attuazione della Legge 19 ottobre 2017, n. 155).






NEWS - VII MEETING NAZIONALE AIDC

Al via a Bologna il Meeting nazionale Aidc. Le strategie di cambiamento dei Dottori Commercialisti


Si aprono oggi a Bologna, presso FICO Eataly, i lavori del VII Meeting nazionale dell’Associazione Italiana Dottori Commercialisti. Il tema centrale del meeting è focalizzato su “Strategie di cambiamento. La nuova sfida dei Dottori Commercialisti”, una giornata per confrontarsi con figure di spicco della finanza, dell’industria, del commercio e della politica sull’evoluzione strategica della professione del Dottore Commercialista e sulle nuove vie dell’esercizio della professione.

“Nella costruzione del VII Meeting l’AIDC si è posta l’obiettivo di costruire un percorso che superasse le contingenze – ha spiegato a MySolution il presidente Andrea Ferrari - che non fosse la mera risposta al disagio quotidiano, ma che potesse rappresentare un segnale ed un obiettivo di lungo periodo. Passando, insomma, dalla tattica alla strategia.”

L'incontro vuole essere anche un'opportunità per condividere le esperienze di colleghi che rappresentano esempi di eccellenza, diversificazione, rinnovamento intellettuale e tecnologico della professione e per partecipare a workshop di formazione pratica, di office automation, di elevazione tecnica o culturale che consentano al professionista di affrontare le nuove sfide per il rinnovamento.

La giornata si aprirà alle 9.30 con i saluti istituzionali e la relazione introduttiva del Presidente AIDC Andrea Ferrari, per proseguire con tre Tavole rotonde:

  • I Tavola rotonda - Se voi foste gli amministratori delegati della “Azienda Dottori Commercialisti”, quale strategia proporreste al consiglio di amministrazione?
  • II Tavola rotonda - Le proposte dei manager d’impresa sono tecnicamente e politicamente attuabili?
  • III Tavola rotonda - Riepilogando ed elaborando le proposte emerse nel corso dei lavori, i Dottori Commercialisti formuleranno le possibili risposte alla domanda di fondo del meeting.

Tra i rappresentanti della categoria parteciperanno al Meeting, oltre al presidente AIDC Andrea Ferrari, il presidente CNDCEC Massimo Miani, il presidente UNGDCEC Daniele Virgillito, il presidente della cassa di previdenza ed assistenza dei dottori commercialisti Walter Anedda, il consigliere del CNDCEC Alessandro Solidoro.

Vai al Programma completo

MySolution distribuirà gratuitamente ai partecipanti al Meeting il volume “Fattura elettronica. Guida pratica per il professionista”, di Robert Braga, Diego Barberi e Cristina Teofoli.

Presso lo stand MySolution, sponsor dell’evento, potrai ritirare la copia omaggio del libro.

 




RASSEGNA STAMPA - IVA

Sanzioni per l'e-fattura, allo studio l'ipotesi di estendere il periodo transitorio

( Il Sole 24 Ore , pag. 25 , 16 novembre 2018 )

di Mobili Marco, Parente Giovanni


La maggioranza sarebbe intenzionata ad estendere a tutto il 2019 il periodo di moratoria sulle sanzioni relative a violazioni commesse nell'adempimento degli obblighi di fatturazione elettronica, che come noto entreranno in vigore il prossimo 1° gennaio.

L'ipotesi ha ricevuto il plauso del Condcec, come sottolineato da Marco Mobili e Giovanni Parente sul Sole 24 Ore di oggi. La misura è contenuta nell'art. 10 del decreto-legge collegato alla Manovra di fine anno (D.L. 23 ottobre 2018, n. 119), attualmente all'esame del Parlamento.




RASSEGNA STAMPA - MANOVRA 2019

Legge di Bilancio: non è scontato l'ok del Capo dello Stato

( Il Sole 24 Ore , pag. 5 , 16 novembre 2018 )

di Palmerini Lina


Secondo quanto riporta il Sole 24 Ore di oggi, non sarebbe affatto scontata l'approvazione del disegno di legge di Bilancio da parte del Presidente della Repubblica.

Come nota Lina Palmerini sul quotidiano di Confindustria, infatti, da un lato vi è il rischio che si apra l'esercizio provvisorio (in assenza della firma del Quirinale), e dall'altro si valutano attentamente le posizioni assunte dalla Commissione europea.




RASSEGNA STAMPA - MANOVRA 2019

Boccia: “Non depotenziare Industria 4.0”

( Il Sole 24 Ore , pag. 6 , 16 novembre 2018 )

di Picchio Nicoletta


Per il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, è stato un errore il depotenziamento delle misure inserite nel piano Industria 4.0., attuato dal Governo attraverso il disegno di legge di Bilancio.

Per questo si auspicano miglioramenti nel corso dei lavori parlamentari, finalizzati a sostenere maggiormente la crescita.

Sotto questo profilo, si ricorda che la Manovra non prevede la proroga del superammortamento, mentre conferma l'iperammortamento (con percentuali diversificate a seconda dell'entità dell'investimento effettuato).




RASSEGNA STAMPA - MANOVRA 2019

All'esame della Camera l'estensione della mini-Ires

( Il Sole 24 Ore , pag. 8 , 16 novembre 2018 )

di Mobili Marco, Rogari Marco


Tra le migliaia di emendamenti al disegno di legge di Bilancio presentati in Commissione Finanze della Camera, si segnala la proposta di estendere la mini-Ires anche agli investimenti in attività di ricerca e sviluppo.

Al riguardo si ricorda che:

  1. la Manovra prevede la riduzione dal 24 al 15 per cento dell'aliquota Ires sugli utili reinvestiti in nuove assunzioni oppure nell'acquisizione di beni materiali strumentali nuovi;
  2. per gli investimenti in ricerca e sviluppo opera il credito d'imposta riconosciuto dall'art. 3 del D.L. n. 145/2013.